10 Aprile 2014

Catania, dietrofront di Confindustria salta accordo in Camera Commercio

Catania, dietrofront di Confindustria salta accordo in Camera Commercio

Ore di trattative frenetiche alla Camera di Commercio di Catania. Lunedì si procederà alla quarta votazione, stavolta a maggioranza, per eleggere il presidente dell’ente. Ma le posizioni tra gli industriali e i commercianti restano distanti. Secondo Coldiretti, Confcommercio e Confesercenti, sembra che dopo aver raggiunto un accordo di massima durante la riunione di lunedì scorso a Palazzo della Borsa, Confindustria abbia fatto un passo indietro sulla composizione della giunta.
“Durante la riunione informale dei componenti del Consiglio Camerale – scrivono le tre sigle in una comunicazione indirizza ai 33 componenti del Consiglio camerale – in risposta a una precisa proposta avanzata da Confindustria Catania e condivisa da tutti i presenti, le nostre organizzazioni avevano deciso di esaminare, senza preconcetti, la proposta in questione che prevedeva l’accettazione alla candidatura della presidenza del dott. Domenico Bonaccorsi, con inserimento in giunta di un rappresentante dell’Artigianato, e di un rappresentante rispettivamente di Confcommercio, Confesercenti e Coldiretti”.
“Successivamente le nostre organizzazioni – continuano – nonostante le votazioni avessero palesato una vasta area di non condivisione della candidatura, ritenevano, nell’interesse superiore dell’economia cittadina e per evitare l’ormai troppo facile indicazione della Camera di Commercio come momento di scontro politico, di dare risposta positiva alla proposta”.
“A distanza di poche ore, ci viene informalmente comunicato un cambiamento della proposta stessa basata su argomentazioni tecniche, per altro, facilmente superabili. E’ fin troppo evidente a questo punto che perdurando una tale situazione ci vedremo costretti a procedere sulla via delle dimissioni che fino a oggi abbiamo, contro il nostro interesse, cercato in ogni modo di evitare. Nonostante tutto, le tre organizzazioni si dicono “disponibili alla proposta avanzata in prima istanza. “E’ chiaro però che perdurando questa situazione e in assenza di un accordo scritto ci vedremo costretti venerdì a procedere al deposito delle dimissioni, con tutte le conseguenze di cui, è chiaro, altri saranno responsabili”.
Un tentativo di riconciliazione caldeggiato anche dal sindaco Bianco che è intervenuto ieri sulla questione con una nota stampa nella quale affermava che “la città non può permettersi questa situazione di scontro”. Il Sindaco ha auspicato “un’alleanza vera tra industriali e commercianti, agricoltori e cooperatori, artigiani e pescatori, affinché l’ente catanese abbia pienamente un ruolo da protagonista: Catania ha bisogno di unità per affrontare le sfide che ci attendono”. Ma gli unici a bacchettare pubblicamente l’intero consiglio camerale per una condotta ai limiti della trasparenza sono stati i consumatori del Codacons con Francesco Tanasi, ad oggi l’unico nome contrapposto a Bonaccorsi. Venerdì, in un nuovo incontro informale tra i rappresentanti di tutte le sigle del Consiglio camerale, sarà definita la linea da seguire.

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