7 Aprile 2014

Catania, Camera di Commercio non c’ è ancora un presidente

Catania, Camera di Commercio non c’ è ancora un presidente

Tutto si complica e le elezioni alla carica di presidente della Camera di Commercio di Catania restano una corsa alla poltrona, con le stesse modalità alle quali ci ha abitutato la bassa politica (“E’ stato sempre così” ribadisce Carmelo Micalizzi, 70enne armatore di Federpesca). Trattative frenetiche, accordi e conta dei voti che consegnano all’ opinione pubblica un ente distante dalla esigenze delle attività produttive della città. Per i “rottamatori” non c’ è spazio. Oggi altre due votazioni, entrambe concluse con una fumata nera, perchè non è stato raggiunto il quorum dei due terzi del Consiglio camerale (22 voti) come rischiesto dal regolamento. Tutto rinviato a lunedì prossimo, quando servirà la maggioranza dei votanti per eleggere il presidente. Alla candidatura di Domenico Bonaccorsi di Reburdone, presidente dei Confindustria Catania, si è aggiunta ufficialmente quella del segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, l’ unica sigla che rappresenta in consumatori a Palazzo della Borsa. Tanasi, nel suo discorso di insediamento in Consiglio (la scorsa seduta era assente) ha voluto puntare il dito proprio sul sistema di accordi trasversali tra le varie associazioni di categoria. “Non è ammissibile che si possano costituire forme di maggioranza che tendano a escludere dalla partecipazione al governo dell’ ente camerale categorie e settori produttivi della città. Chiunque lo immagina così – ha sottolineato Tanasi – tende a confondere i ruoli e a imitare maldestramente quello che avviene nella politica dei partiti”. Il presidente dei consumatori si reso disponibile a rappresentare una figura di “presidente terzo e non frutto degli interessi di alcun gruppo interno alla Camera di Commercio” promettendo “di devolvere l’ indennità alle imprese locali e in beneficenza”. Subito dopo Tanasi ha chiesto un rinvio della votazione, prevista inizialmente in mattinata e slittata nel pomeriggio, per impegnare tutte le forze in campo “a trovare un accordo nell’ interesse dell’ attività della Camera di Commercio etnea” organismo commissariato dal 2012. Proposta questa sostenuta anche dal presidente di Confcommercio Catania, Riccardo Galimberti. Non è piaciuta da più parti la modalità con cui si è provveduto a nominare Salvatore Bonura (Cna e già presidente di Intersac Holding Spa, società che, con il 65% delle quote, controlla la Soaco Spa, gestore dello scalo di Comiso) alla presidenza della Sac prima di ricevere un via libera formale anche da parte dell’ ente, che detiene il 37,5% delle quote della società dell’ aeroporto. Dalle urne, come detto, non è uscito un vincitore: Domenico Bonaccorsi di Reburdone ha raccolto 16 voti in entrambe le circostanze, alla prossima tornata gli basterà un voto per essere eletto. Tanasi ha ottenuto 1 e 3 voti. I 12 consiglieri dimissionari, riferimento di Confcommercio che ha aperto lo scontro con Confindustria, hanno votato scheda bianca in entrambe le votazioni, ma nella seconda i biglietti senza nome sono saliti a 14, particolare che potrebbe lasciare intuire che anche all’ interno della maggioranza composta da industriali, artigiani, bancari e rappresentati dei pescatori ci possa essere qualche crepa. Confindustria, comunque, è convinta di poter portare a casa il risultato forte di un tesoretto complessivo di 20 voti considerando anche gli assenti. Secondo quanto è trapelato nelle ultime ore, il punto d’ incontro tra i due grandi gruppi potrebbe essere raggiunto lasciando la vice presidenza dell’ ente a un rappresentante di Confcommercio e con una presenza più equlibrata in giunta con l’ ingresso degli agricoltori

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