Castigare o cambiare?
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fonte:
- la Repubblica
di Vittorio Coletti C ‘è sempre il rischio che il racconto dei fatti àlteri i fatti stessi anche per chi ne è stato protagonista o testimone. È cosa ben nota e sta succedendo anche con la narrazione dell’ epidemia, dedicata ora all’ alta morbilità e mortalità nelle residenze per anziani e disabili anche qui in Liguria. Il racconto rischia di sovrapporre il suo presente al tempo degli eventi e quindi di trascurarne la successione cronologica, essenziale per giudicarli correttamente. All’ inizio di marzo, quando le cose si sono fatte gravissime o finalmente tali sono apparse, l’ attenzione dell’ opinione pubblica e dei politici era puntata tutta sugli ospedali, perché si pensava di curare la malattia più che di prevenirla col tracciamento e l’ isolamento. Poi ci si è accorti che gli ospedali ne curavano tanti ma molti ne facevano ammalare (specie tra il personale, ma anche tra pazienti ricoverati per altre patologie), si è ridotto l’ accesso ad essi e si è praticata su larga scala l’ assistenza (si fa per dire) domiciliare. Il ragionamento che si è fatto per gli ospedali non si è fatto, però, se non un mese dopo, per le case di riposo, che dall’ inizio invocavano aiuto e materiale di protezione per il personale e per i degenti. Oggi si sospettano in esse decessi per coronavirus non dichiarati ed è già cominciato lo sciacallaggio degli avvocati in cerca di client; già le procure aprono indagini “per epidemia colposa”, un ossimoro come se uno dicesse “per strage innocua”. Non si rispettano né i morenti né i morti. Il Codacons sarebbe arrivato a chiedere un supplemento di pena per i defunti e i loro parenti, invocando per le salme il lungo, devastante purgatorio di un’ autopsia che non le riporterà in vita, ma aggiornerà solo una macabra contabilità che non cambierà di una virgola l’ accaduto già ben noto: e cioè che, per quattro settimane, nelle RSA non si è potuto fare, non avendo fornito le ASL materiali né addetti, il tampone di controllo neppure al personale, figurarsi ai pazienti o ai morti. Ma che i morti per covid siano stati duemila invece di mille cosa cambia? Non servono autopsie né specialisti per sapere che quelli per coronavirus saranno stati assai di più di quelli certificati da un tampone che le autorità sanitarie non erano in grado di fare, perché, tutte concentrate sugli ospedali, lasciavano gli operatori locali delle RSA soli di fronte all’ invasione dell’ epidemia. Alle loro disperate richieste non rispondeva nessuno. Oggi si rischia di accusare di aver taciuto quelli che non sono stati ascoltati e i soldati semplici di aver ignorato quello che non sapevano neppure gli alti comandi. La realtà è che l’ esercito della sanità italiana si è rivelato impreparato di fronte alla guerra lampo di un nemico potente e che questa impreparazione è stata pagata, con malati e morti, dalle truppe in trincea e sarà pagata con indagini e cause pelose dai sottoposti in prima linea, perché si preferirà castigare l’ ultimo malcapitato rimasto col cerino in mano invece di cambiare radicalmente la struttura organizzativa. Che invece dovrebbe essere radicalmente ripensata. L’ allungamento e la moltiplicazione della catena di comando, dal ministero romano agli assessorati regionali alle asl provinciali, qui in Liguria persino con l’ aggiunta di un’ inutile sesta superasl, Alisa, hanno accentuato i ritardi, aggiungendo a ogni passaggio una quota di inefficienza. Il nostro sistema sanitario si è rivelato un costoso carrozzone, che ha accontentato partiti e sindacati di destra e di sinistra, fornendo loro appetitose cariche e consenso, ma che è crollato di fronte alla prima, vera grande emergenza. Persino la regionalizzazione, invece di avvicinare, come negli intenti migliori, la sanità al cittadino, l’ ha aperta alla colonizzazione politico-sindacale locale, nella peggior tradizione consociativa. Il finto neoliberismo all’ italiana ha creato poi pseudoaziende che di aziendale hanno solo gli stipendi dei manager e per il resto maneggiano enormi quantità di denaro pubblico con burocratica pesantezza, fuga dalla responsabilità e inefficienza. Si sono moltiplicati gli enti e ridotto i letti. Ma questo sistema, state tranquilli, non lo cambierà nessuno. Si farà solo qualche bel processo. f g.
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