23 Aprile 2010

Castellamare: polemica sull’acqua pubblica

Castellammare. Rischia di finire davvero male la battaglia per l’acqua pubblica a Castellammare. Mentre la società gestore dei servizi idrici, la Gori, minaccia il distacco della fornitura di acqua a centinaia di utenze morose, il «comitato per la ripubblicizzazione dell’acqua» fa un passo indietro, annunciando di non poter più procedere con la difesa dei cittadini. Troppo poche le istanze fatte pervenire alla sede stabiese dell’Unione nazionale dei consumatori, (in totale circa 60), impossibile quindi procedere con un’azione legale collettiva. Ma non solo, poiché tantissimi altri cittadini, incoraggiati dalle manifestazioni di piazza e dalle assemblee pubbliche, hanno abbracciato l’iniziativa senza cautelarsi, e senza perciò consegnare le pratiche al comitato o rivolgendosi a un avvocato. «Noi abbiamo offerto – ha spiegato il presidente del comitato, Enzo Guadagno – assistenza legale gratuita grazie alla disponibilità dell’avvocato Luigi Vingiani, ma non abbiamo incoraggiato a non pagare. Chi lo ha fatto, ha agito a proprio rischio e pericolo. Le pratiche pervenute non bastano per un’azione collettiva, e per evitare un ulteriore aggravio della situazione ora suggerisco ai cittadini di andare a pagare le bollette dell’acqua. La resistenza passiva è una pratica rispettabilissima ma bisogna tutelarsi». Un eserciti di morosi ai quali Gori, nelle ultime settimane, sta inviando missive e facendo visita a domicilio con i suoi esattori. «Ho sposato la battaglia per l’acqua pubblica – ci ha spiegato la signora Giulia I. di 43 anni, residente in via De Gasperi – e ora mi ritrovo in serie difficoltà dopo aver ricevuto lo stato di diffida e messa in mora da parte della Gori». A raccogliere il testimone del comitato di associazioni ci sarà il Codacons dell’area stabiese e penisola sorrentina presieduto da Anna Baccari, che proprio in queste ore sta raccogliendo decine di segnalazioni di persone che hanno già avuto diversi incontri ravvicinati con l’esattore di turno. «Ciò che contestiamo – ha affermato la Baccari – sono le minacce di distacco del personale Gori. Questo non potrà mai avvenire in quanto l’acqua è un bene indispensabile alla vita». Il presidente della Codacons ha impugnato poi diverse sentenze di tribunale a favore dei cittadini, come accaduto poco tempo fa a Nola. In realtà, però, il distacco («in casi limite» tiene a precisare Gori) è legittimo eccome, stando a una deliberazione della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti che data il 25 luglio 2008. Indagini, accertamenti, proposte di rateizzazione e concertazioni con i Comuni: solo dopo molto tempo avverrebbe il distacco dell’acqua, e – polemiche riguardo il canone di depurazione e la cattiva gestione a parte – le uniche due strade da percorrere sono pagare subito oppure promuovere una seria e forte azione collettiva, proprio quella che è venuta a mancare a Castellammare. Nelle prossime ore il neo sindaco, Luigi Bobbio, incontrerà per chiarire l’intera vicenda l’amministratore delegato di Gori, Giovanni Marati, che nel frattempo ha rilasciato questa dichiarazione: «Siamo stanchi di essere oggetto di battaglie di delegittimazione da parte di pochi sobillatori di piazza».

 

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