24 Dicembre 2009

Cassette postali con “salasso”

Ancora una volta chiedo ospitalità al giornale perché spero che qualcuno, leggendo queste righe, possa darmi una esauriente e convincente riposta. Probabilmente molta gente ignora che al di fuori dei centri urbani e relative frazioni, la corrispondenza non viene recapitata a domicilio, ma potrà comunque arrivare in un punto particolare, concordato con le Poste Italiane, se però siano state predisposte apposite caselle. Naturalmente questo non sempre è possibile e così chi non può godere di questi privilegi è costretto ad affittare una casella postale ubicata nel fabbricato postale del centro urbano. Ed è bene chiarire che chi fruisce di questo servizio appartiene, per la maggior parte, al ceto medio/basso che come tutti ben sappiamo in questi ultimi anni non ha goduto e non gode di serenità economica. Per venire incontro a questa classe sociale, quindi, le Poste hanno trovato una soluzione che definirei brillante. Le caselle postali delle dimensioni di circa venti per trenta centimetri con profondità di 40 centimentri che fino al 31 dicembre di questo anno, è previsto vengano affittate al prezzo di cinquanta euro annuali, dall’ ormai imminente primo gennaio 2010 gli affitti delle stesse caselle passeranno a ben duecento euro. Naturalmente le caselle di dimensioni diverse hanno subito, in proporzione, lo stesso aumento. Secondo me è un aumento assurdo e completamente ingiustificato e spero che il Codacons o qualche altra associazione di consumatori possa fare chiarezza sul nuovo «salasso» imposto a chi chiede solo di avere il diritto di ricevere la corrispondenza.
 

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