13 Settembre 2010

Cassazione: vacanza risarcita se il mare non è come da depliant

Se nella "vacanza tutto compreso" il mare non è limpido e la spiaggia non è pulita come appariva dal depliant promozionale del soggiorno organizzato, allora il tour operator è tenuto a risarcire i danni patrimoniali e lo stress da "vacanza rovinata" a chi ha comprato il pacchetto turistico che non ha mantenuto le aspettative. Lo sottolinea la Cassazione confermando la condanna di Alpitour a rifondere una coppia friulana, Franco G. e Nadia C., per la brutta settimana passata in un hotel di Creta nell’ agosto del 1999. Una sentenza che costituisce un precedente in italia e apre la strada a centinaia di cause analoghe. La storia di Franco e Nadia Arrivati sull’ isola greca, nel ‘ Club Fodele Beach’ , marito e moglie trovano la brutta sorpresa di un spiaggia sporca che affacciava su un tratto di mare inquinato da idrocarburi. L’ opuscolo che pubblicizzava il loro viaggio, invece, riproduceva una spiaggia molto bella e un mare cristallino. Dopo aver protestato con l’ agenzia di viaggio di Pordenone dalla quale avevano acquistato il pacchetto, Franco e Nadia rifiutano la proposta di trasferirsi in un altro albergo in cambio dell’ impegno a non intraprendere alcuna azione risarcitoria. Tornati in Italia citano per danni il tour operator – che inizialmente era Francorosso, poi assorbito da Alpitour – e in primo grado perdono la causa. Il Tribunale dà torto alla coppia sostenendo che la pulizia della spiaggia e la purezza del mare "non dipendevano dalla responsabilita’ dell’ albergo". Diverso il verdetto della Corte d’ appello che condanna il tour operator a risarcire un danno di oltre mille euro per la settimana di vacanza rovinata. Ora anche la Cassazione ha confermato la condanna spiegando, nella sentenza n.5189/2010 della Terza sezione civile, che "l’ organizzatore o il venditore" di un pacchetto turistico "assumono specifici obblighi soprattutto di tipo qualitativo, riguardo a modalita’ di viaggio, sistemazione alberghiera, livello dei servizi che vanno esattamente adempiuti" sulla base di quanto il turista vede sui "depliant illustrativi". La coppia ha così ricevuto 1.163 euro – da rivalutare con gli interessi – come risarcimento delle spese sostenute per spostarsi in una spiaggia pulita e per dispiacere della vacanza rovinata. "Con questa sentenza la Cassazione ha riconosciuto nuove possibilità per i turisti di essere risarciti – afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi – da ora in poi le agenzie di viaggio e i tour operator farebbero bene a preoccuparsi e a modificare in fretta i depliant illustrativi in modo che siano assolutamente attinenti alla realtà" . "Ogni anno – prosegue Rienzi – riceviamo migliaia di segnalazioni da parte di turisti italiani ingannati da depliant illustrativi che promettevano condizioni assai diverse da quelle riscontrate nel luogo di vacanza, e diverse cause sono state già vinte dal Codacons dinanzi ai giudici di pace" . Solo nel 2009 il 15% delle segnalazioni ricevute dall’ associazione nel settore vacanze, ha riguardato proprio promesse non mantenute dai cataloghi e depliant dei tour operator.

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