CASSAZIONE: IL PROCURATORE GENERALE CHIEDE IL RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI DEI MEDICI SPECIALIZZATI
Si è discussa oggi dinanzi la III sezione della Corte di Cassazione, l’udienza relativa ai medici specializzati nel periodo 82-91. Dopo le sentenze della Corte d’Appello di Genova e di altri Tribunali di tutta Italia – che hanno dato pienamente ragione ai medici, riconoscendo loro i compensi spettanti in base alle norme comunitarie e finora non corrisposti – anche il Procuratore Generale, Ignazio Patrono, ha espresso oggi un parere che rafforza i diritti dei medici che si sono specializzati prima del 1991: non c’è prescrizione se la direttiva che riconosce la loro remunerazione nel periodo di specializzazione non è stata attuata.
Con questa motivazione, il PG della Cassazione ha chiesto di respingere i ricorsi presentati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministero dell’Economia, della Salute e dell’Istruzione.
Si tratta di una presa di posizione importantissima, che afferma che il diritto dei medici specializzati non si può prescrivere, e che rafforza la posizione di coloro che hanno avviato attraverso il Codacons le azioni risarcitorie.
Grazie a tale decisione del PG, l’associazione ha deciso di riaprire i termini per il ricorso in favore dei medici specializzati nel periodo ‘82-91: entro il 31 maggio, gli interessati (seguendo le istruzioni riportate sul sito del Codacons alla pagina www.codacons.it/articolo.asp?idInfo=129406) potranno aderire all’azione del Codacons e chiedere le retribuzioni non corrisposte, pari a 40mila euro ciascuno.
“Attendiamo la decisione dei giudici, ma siamo molto soddisfatti del principio espresso oggi – afferma il Presidente Carlo Rienzi – L’ultima parola spetterà alla Corte di Giustizia Europea, davanti la quale pende la questione dell’interpretazione comunitaria della normativa relativa ai medici”.
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