Cassazione: autovelox da segnalare I vigili: “I nostri sono già in regola”
-
fonte:
- Gazzetta di Modena
La Corte di Cassazione ha detto "basta" agli autovelox utilizzati in maniera scorretta, solo al fine di rispondere alle esigenze di cassa dei comuni e delle società private che hanno in appalto il servizio di rilevamento della velocità e non anche a quella educativa. Proprio partendo da quest’ultima considerazione la Suprema Corte ha stabilito che gli autovelox potranno continuare a funzionare, ma che gli apparecchi dovranno essere segnalati – anche quelli mobili – agli automobilisti almeno 400 metri prima dal punto della loro collocazione. In caso contrario, gli stessi autovelox possono essere sequestrati dall’autorità giudiziaria e i titolari della società di rilevamento rischiano la denuncia penale con la contestuale incriminazione per truffa. A Modena si corre questo rischio? «Nella nostra città gli autovelox sono segnalati correttamente», spiega Fabio Leonelli, comandante della polizia municipale. Ne è proprio sicuro? «I due autovelox fissi si trovano in via Bellaria e in via Canaletto. Entrambi funzionano per chi viaggia verso la città. Tra l’altro sono stati collocati in strade di competenza Anas. Prima di collocarli abbiamo dovuto presentare la documentazione necessaria all’ente che ne ha verificato che il funzionamento fosse a norma. L’ente stesso ci ha indicato dove mettere anche i cartelli segnalatici». A quanti metri si trovano i segnali, a 400 come ha stabilito la Cassazione? «Le normative di legge parlano di segnalazione di presenza di autovelox ad un distanza tra i 150 e i 400 metri. Non ho ancora preso visione della sentenza della Cassazione. Non vorrei che chi l’ha interpretata avesse fatto propria solo la massima distanza, i 400 metri». C’è già chi grida "restituiteci i soldi" delle multe. Pensa che le associazioni dei consumatori procederanno in questo senso? «E’ dal 2002, da quando sono stati installati i primi fotored, che sento di queste lamentele e di queste ipotesi di ricorsi legali da parte delle associazioni dei consumatori. Non è mai successo nulla perché i nostri apparecchi sono tutti in regola con le leggi». La decisione della Cassazione ha provocato l’immediata reazione proprio delle associazioni di consumatori. Il Codacons di Modena, attraverso il proprio presidente, Fabio Galli, ha diffuso una nota nella quale si fa rilevare come la Suprema Corte «ha confermato quanto da sempre sostenuto dal Codacons: gli autovelox vanno correttamente segnalati, come stabilito dalla Cassazione, almeno 400 metri prima dal punto della loro collocazione. Altrimenti scatta il sequestro e i titolari della società di rilevamento l’accusa di truffa». Il presidente modenese di Codacons dopo aver definito la sentenza "sacrosanta", invita i Comuni a risarcire gli automobilisti che erano incappati nell’autovelox: «Ora le amministrazioni locali devono annullare d’ufficio tutte le contravvenzioni elevate da autovelox non segnalati almeno 400 metri prima. In caso contrario, si preannunciano migliaia di ricorsi che potrebbero mettere in crisi le casse comunali». Da registrare anche la reazione tutta politica alla decisione della Cassazione di Andrea Leoni, consigliere regionale Pdl che tuona: «Gli automobilisti multati con l’inganno devono essere risarciti. Presenterò un’interrogazione per chiedere al sindaco di rispondere e riferire in consiglio comunale».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
