7 giugno 2017

Cassa di Cesena, ora tocca ai giudici Risparmiatori sul piede di guerra

Paolo Morelli CESENA SONO circa 650 (su 13.200) gli azionisti della Cassa di Risparmio di Cesena che hanno deciso di costituirsi parte civile contro gli ex amministratori e dirigenti che predisposero e approvarono il bilancio dell’ esercizio 2012. In quel documento, secondo le conclusioni degli ispettori inviati dalla Banca d’ Italia, erano contenuti elementi non corretti legati soprattutto alla valutazione dei prestiti concessi all’ immobiliarista Pierino Isoldi e dei beni dati in garanzia. Le considerazioni della Banca d’ Italia successivamente vennero elaborate dalla procura della Repubblica di Forlì (l’ inchiesta è stata condotta dal procuratore Sergio Sottani e dalla vice Francesca Rago) che ha chiesto il rinvio a giudizio di 14 persone per i reati di false comunicazioni sociali e ostacolo alle autorità di vigilanza (Banca d’ Italia e Consob). GLI INDAGATI sono Germano Lucchi, ex presidente, Atos Billi, ex vice presidente, gli ex consiglieri d’ amministrazione Enrico Bocchini, Giovanni Maria Boldrini, Francesco Carugati, Pier Angelo Giannessi, Tino Montalti, Mario Riciputi e Giovanni Tampieri, gli ex membri del collegio sindacale Vincenzo Minzoni e Luigi Zacchini, l’ ex direttore generale Adriano Gentili, l’ ex vicedirettore generale Dino Collinucci e l’ attuale presidente Carmine Lamanda come legale rappresentante della banca, chiamata in causa per la responsabilità amministrativa. IERI È INIZIATA l’ udienza preliminare davanti al giudice Luisa Del Bianco, che ha dedicato tutta la prima giornata all’ esame delle richieste di costituzione di parte civile da parte di circa 650 azionisti che chiedono di essere risarciti del danno subito nel settembre scorso, quando il Fondo interbancario di tutela dei depositi ha effettuato un aumento di capitale da 280 milioni di euro salvando la banca, ma riducendo il valore delle azioni da 14-15 euro degli ultimi scambi e 50 centesimi. IL GUP ha ammesso la costituzione di tutte le parti civili, la maggior parte delle quali rappresentate dalle associazioni di consumatori Adusbef (associato al Comitato risparmiatori Carisp) e Codacons, contro i 13 ex amministratori ed ex dirigenti, ma non contro la banca. Fra le parti civili ammesse c’ è anche la Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lugo che era la seconda azionista (dopo la Fondazione di Cesena e prima di quella di Faenza, che invece non si sono costituite parte civile) col 12% circa del capitale azionario e ora si ritrova con lo 0,55%. IN TOTALE gli avvocati delle parti civili sono una dozzina che affiancheranno la procura della Repubblica e se la vedranno con oltre una quindicina di avvocati che difendono gli indagati. L’ udienza preliminare prevede altri cinque appuntamenti nei prossimi giorni e dovrebbe concludersi il 27 giugno con la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio.
paolo morelli