Caso-Marchi: oltre nove anni di reclusione
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fonte:
- Il Resto del Carlino
Questa la dura condanna decisa ieri dai giudici della quarta Corte d`appello di Milano per la teleimbonitrice di Castel Guelfo Vanna Marchi e la figlia Stefania Nobile. La sentenza ha anche confermato i risarcimenti a favore delle persone truffate: a decine avevano acquistato amuleti e oggetti che, attraverso alcuni programmi televisivi, venivano spacciati come portentosi rimedi contro le più diverse disgrazie. PER LE DUE donne il sostituto procuratore generale Piero De Petris aveva chiesto una condanna per truffa e associazione per delinquere a dieci anni e quattro mesi, poco meno della pena inflitta nel processo di primo grado. La Corte ha ridotto la pena di Vanna Marchi a 9 anni e 6 mesi e quella della figlia a 9 anni e 4 mesi. Insoddisfatto Liborio Cataliotti, l`avvocato che difende madre e figlia: “Mi aspettavo una riduzione di pena più significativa perché i fatti sono stati riqualificati“. Il legale sperava in una pena sotto i sette anni, cosa che avrebbe permesso alla Marchi e alla figlia di ottenere l`affidamento in prova ai servizi sociali: non è andata così, e se la sentenza dovesse essere confermata in Cassazione, per la Marchi e la Nobile si potrebbero aprire le porte del carcere. Molto più leggere le pene decise per l`entourage della Marchi. La Corte ha condannato a un mese l`ex compagno della rossa teleimbonitrice Francesco Campana, che condivideva la casa di Castel del Rio: ma la condanna è coperta dall`indulto. Solo 20 giorni di carcere, infine, al presunto mago che affiancava la Marchi durante le trasmissioni televisive, Mario Pacheco Do Nascimiento, latitante in Brasile. SODDISFATTA a metà la parte civile. L`avvocato del Codacons Marco Donzelli ha sottolineato che la sentenza “ha riconosciuto il ruolo che le associazioni dei consumatori svolgono nella difficile lotta contro cartomanti, veggenti, maghi, imbonitori e indovini che ogni giorno ingannano i consumatori“. Ma la condanna a sborsare oltre 2milioni di euro per le persone truffate al Codacons non basta. L`associazione chiede di costituire un fondo di garanzia che risarcisca le vittime di un reato così odioso. E Vanna cosa dice? Non molla. Di un centimetro: “Continueremo a lavorare onestamente come abbiamo fatto negli ultimi sei anni, a partire dalla denuncia. E confidiamo nella Cassazione“.
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