Caso Valentini, in 4 rischiano il processo
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fonte:
- Il Centro
Caso Valentini, in 4 rischiano il processo
Nel mirino il pm e un poliziotto
Coinvolti anche i vertici Codacons
SULMONA. C’è una novità sul cosiddetto "caso" Valentini, l’ex sindaco di Roccaraso morto in carcere. La Procura di Campobasso ha infatti chiesto il rinvio a giudizio per il sostituto procuratore del tribunale di Sulmona, Maria Teresa Leacche, per il poliziotto dello Sco dell’Aquila Massimiliano Mancini e per il presidente e vicepresidente del Codacons, Carlo Rienzi e Giuseppe Ursini. Per altre 6 persone tra cui magistrati e altri personaggi coinvolti a vario titolo nel "Caso Roccaraso", è stata chiesta l’archiviazione. Ma andiamo per ordine cercando di fare chiarezza su una vicenda sempre più intricata. Il procedimento giunto al capolinea è uno dei tanti rivoli scaturiti dall’inchiesta principale culminata con l’arresto e il suicidio in carcere dell’ex sindaco di Roccaraso, Camillo Valentini. Ed è stato incardinato in seguito a una serie di esposti ed atti presentati dal Codacons (Comitato a difesa dei consumatori), contro i magistrati di Sulmona e contro l’ex presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Michele Ramundo. Esposti e atti che per la maggior parte dei casi sono stati giudicati non attendibili tanto che il presidente del Codacons e il suo vice sono finiti anch’essi sotto inchiesta per calunnia e diffamazione. Nella lista degli indagati figuravano 10 persone: i due rappresentanti del Codacons, Carlo Rienzi e Giuseppe Ursitti, il magistrato Michele Ramundo, il procuratore Giovanni Melogli, Elena Celidonio, l’ex assessore del comune di Roccaraso, Gisella Valentini, il giudice del tribunale di Sulmona, Luigi D’Orazio, i pm Aura Scarsella, e Maria Teresa Leacche e l’ispettore di polizia dello Sco dell’Aquila, Massimiliano Mancini. Per sei indagati (Ramundo, Melogli, Valentini, Celidonio, D’Orazio e Scarsella), le accuse di Rienzi e Ursini si sono rivelate del tutto infondate tant’è che da Campobasso è arrivata la richiesta di archiviazione. Mentre per quanto riguarda la Leacche e Mancini, il procuratore di Campobasso, da quanto risulta dalla richiesta di rinvio a giudizio, ha rilevato nei loro comportamenti possibili riscontri con gli addebiti fatti dai due rappresentanti del Codacons in relazione all’indagine su Valentini. E alla fine il procuratore Mercone ha deciso di chiedere il giudizio sia per chi aveva lanciato le accuse, (Rienzi e Ursini) sia per il pm e il poliziotto, lasciando l’ultima parola al gup di Campobasso. Intanto il Codacons non si ferma e proprio in seguito al provvedimento emesso dalla procura di Campobasso ha presentato una richiesta di ispezione urgente sugli uffici giudiziari di Sulmona e sul gup, Massimo De Cesare sul quale pende la richiesta di ricusazione per legittimo sospetto avanzata sempre da Rienzi. Il Codacons ha infine chiesto l’immediata sospensione dal servizio sia dell’ispettore di polizia Mancini sia del pm Leacche.
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