18 Luglio 2006

Caso Valentini, chiuse le indagini

Caso Valentini, chiuse le indagini

Il filone riguarda dieci indagati tra i quali alcuni magistrati di Sulmona


SI arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario l?inchiesta su Roccaraso che nell?agosto del 2004 portò all?arresto del sindaco, Camillo Valentini, morto suicida nel carcere di Sulmona meno di 48 ore dopo che vi era stato rinchiuso. La procura della Repubblica di Campobasso ha infatti notificato a dieci indagati l?avviso di conclusione delle indagini. Il pm non ha ritenuto, allo stato, di chiedere l?archiviazione. Gli indagati sono Giovanni Melogli, Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Sulmona, Michele Ramundo, ex presidente della Corte d?Appello, Elena Celidonio, dipendente del Ministero della Giustizia, Gisella Valentini, ex assessore del Comune di Roccaraso, Maria Teresa Leacche, sostituto procuratore, Mancini Massimiliano, ispettore di polizia, Luigi D?Orazio, giudice per le indagini preliminari, Aura Scarsella, sostituto procuratore, Carlo Rienzi, presidente del Codacons e Giuseppe Ursini, vice presidente del Codacons. I reati ipotizzati dalla Procura di Campobasso vanno, in base a posizioni diversificate per ogni singolo indagato, dall?abuso al rifiuto di atti d?ufficio in concorso e, in qualche caso, continuato. Secondo l?ipotesi della procura di Campobasso, Melogli e Scarsella non avrebbero dato adeguato slancio ad alcune indagini, procurando così un vantaggio a società immobiliari; Melogli, Gisella Valentini e Celidonio avrebbero facilitato l?assunzione di un congiunto di quest?ultima nel comune di Roccaraso; Mancini e Leacche avrebbero cooperato al fine di arrecare un danno al sindaco Valentini omettendo di espletare anche indagini a favore degli inquisiti; Leacche e D?Orazio avrebbero ingigantito indizi raccolti che avevano poi portato all?arresto di Camillo Valentini nonostante questi si fosse messo a disposizione per rendere interrogatorio; Scarsella perché non si sarebbe astenuta nel procedimento; Ramundo perché si sarebbe adoperato per influire sul collegio giudicante della Corte d?Appello che aveva confermato una sentenza che escludeva l?incompatibilità di Valentini alla candidatura a sindaco; Rienzi e Ursini, infine, accusati di calunnia, avrebbero strumentalizzato il ruolo del Codacons facendo pervenire all?autorità giudiziaria esposti contro i magistrati Melogli, Leacche, Scarsella, D?Orazio e Ramundo, la Celidonio e l?ispettore Mancini, sapendoli innocenti.

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