18 Marzo 2015

Caso stent, indagine interna della Regione

Caso stent, indagine interna della Regione

Anche la Regione ha aperto una indagine ispettiva interna, su disposizione dell’ assessorato alla Salute, sul caso degli stent scaduti trovati alla Cardiologia del «Cannizzaro». I responsabili della sanità intendono così chiarire se le ipotesi circolate, che parlano dell’ inserimento nelle arterie di sei e forse più pazienti, di protesi cardiologiche non più a norma siano vere. Lo scorso 19 febbraio il nucleo ispettivo dell’ assessorato avrebbe inviato una nota ufficiale all’ indirizzo del sostituto procuratore di Catania, che sta conducendo le indagini, con l’ obiettivo di chiedere la trasmissione «a questo Dipartimento della copia del verbale redatto dai Nas di Catania», relativo ad una ispezione, effettuata su disposizione della Procura «ove ciò non costituisca nocumento per le indagini». La procedura interna disposta dall’ assessorato sarebbe partita a fine gennaio dopo il ricevimento di un esposto sul caso stent. Il 26 gennaio il Dipartimento regionale avrebbe chiesto con nota al commissario straordinario dell’ ospedale, Paolo Cantaro, relazione sulla delicata questione «per le valutazioni di competenza». Il 4 febbraio, secondo quello che si apprende dalla Regione, il commissario Cantaro avrebbe prodotto un fascicolo, corredato di 22 allegati, trasmettendolo al Dipartimento. Nelle note avrebbe anche informato la Regione che nel corso del 2012 e del 2013 si sarebbero registrati numerosi sequestri di atti da parte di agenti della Polizia giudiziaria. Sulla vicenda meno di un mese fa agenti, su disposizione della Procura, hanno provveduto a sequestrare le cartelle cliniche di sei pazienti che tra il 2012 e il 2013 sarebbero stati ricoverati in Cardiologia. Il primo esposto alla Procura, sui presunti casi anomali nel reparto, venne presentato nell’ estate 2013 dal commissario Cantaro che al suo insediamento, messo al corrente dello scontro tra medici al reparto, dispose una verifica interna attraverso la direzione sanitaria venendo a conoscenza che a Cardiologia erano stati trovati alcuni stent scaduti e, particolare ancor più importante, che in alcuni casi sarebbe stato avanzato il forte sospetto che alcune di queste protesi scadute siano state installate nelle arterie di un numero imprecisato di pazienti. Inoltre la direzione decise di ripercorrere le procedure di acquisto di un consistente quantitativo di mini protesi cardiologiche per capire se tutti i passaggi sono stati effettuati secondo criteri disposti dalla direzione. Nel periodo compreso tra l’ estate del 2013 e il 2014 vennero disposti dalla direzione generale sette procedimenti disciplinari nei confronti di medici, sembrerebbe solo due. All’ esposto di Cantaro, nel 2014 seguì quello del Codacons che ancora oggi sta vagliando, con l’ ausilio dell’ avv. Sardella, le storie di alcuni pazienti curati in Cardiologia. L’ avvocato non ha escluso che anche queste storie possano presto diventare oggetto di un nuova denuncia in Procura, sempre che le cartelle cliniche avvalorino l’ iter sanitario.
giuseppe bonaccorsi
 

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