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15 Gennaio 2020

Caso Scarso, Catania indaga sulla malasanità

fascicolo. il professionista modicano era morto lo scorso settembre dopo aver girato a vuoto per tre mesi dopo l’ esposto codacons la procura etnea ipotizza il rifiuto di atti d’ ufficio e omicidio colposo in ambito sanitario
Concetta BoniniIl caso della morte dell’ avvocato Carmelo Scarso finisce nelle mani del Codacons e, per questo tramite, direttamente in quelle della Procura della Repubblica di Catania, che ha aperto un fascicolo al riguardo. La lettera-denuncia della figlia Alessia, regista molto apprezzata e seguita dall’ opinione pubblica, che aveva raccontato l’ odissea del padre malato di cancro, in attesa di una visita nelle strutture sanitarie siciliane e inserito per una visita a decesso avvenuto, aveva spinto nelle scorse settimane il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e consumatori e l’ Associazione Italiana per i diritti del malato ad intervenire con un esposto-denuncia indirizzato alle Procure della Repubblica presso i Tribunali di Catania, Ragusa e Palermo. E l’ intervento delle associazioni ha ora prodotto i suoi frutti. Infatti la Procura di Catania ha deciso di aprire un fascicolo d’ indagine con le ipotesi di reato di rifiuto di atti d’ ufficio e omicidio colposo in ambito sanitario.”L’ uomo – ricostruiscono dal Codacons – ha girato a vuoto per tre mesi fra le varie strutture ospedaliere siciliane in attesa di referti e risposte che non sono arrivate. Tra vari ritardi ed anomalie segnalate, al Policlinico di Catania non avrebbero fatto in tempo ad effettuare una visita pneumologica, mentre al Garibaldi di Catania ci sarebbe stato un notevole ritardo dell’ anatomia patologica nel consegnare il referto con la diagnosi di tumore”.Nel bel mezzo di questa trafila l’ avvocato Scarso – tra i legali più conosciuti e apprezzati in città, noto anche per la sua fervida attività politica, che lo aveva visto numerose volte eletto tra i consiglieri comunali modicani e per qualche anno svolgere anche il ruolo di presidente del Consiglio – è morto lo scorso settembre, a pochi giorni dal suo 70esimo compleanno. “I cittadini siciliani hanno il diritto di pretendere una sanità degna di un paese civile – commenta l’ avv. Carmelo Sardella, dirigente dell’ ufficio legale Codacons Sicilia – senza liste d’ attesa interminabili all’ interno dei poli ospedalieri che spesso portano anche ad esiti nefasti. Confidiamo nel lavoro della magistratura affinché si accertino le eventuali responsabilità di quest’ ennesima vicenda di ordinaria malasanità”.”Con la mia famiglia – commenta Alessia Scarso – rimaniamo a disposizione della magistratura come lo siamo stati della politica, per fare luce su una vicenda che ha rivelato criticità importanti. Ringrazio il Codacons per essersi rivolto a un referente giudiziario, dato che le parti politiche tendono a dimenticare, giustificare o cavalcare le notizie. Esistono tantissimi casi di persone vittime di questo momento di crisi della sanità pubblica, persone che però non scrivono lettere a nessuno per raccontare ciò che gli succede. Che il lavoro della magistratura possa focalizzare i nodi ed eventuali responsabilità, così che si attivi un circuito di soluzioni per il bene di tutti.”

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