30 Agosto 2015

Caso osteoporosi, è sempre scontro L’ Ordine pronto a denunciare l’ Asp

Caso osteoporosi, è sempre scontro L’ Ordine pronto a denunciare l’ Asp

Il caso osteoporosi, che vede 937 medici di famiglia della provincia, indagati per inappropriatezza prescrittiva rischia di inasprirsi e tornare sulla scrivania della Procura della Repubblica da dove l’ indagine era partita dopo la denuncia del presidente della Regione per poi finire alla Corte dei conti. La notizia non ha ancora conferme, ma sembra che l’ Ordine dei medici, alcuni giorni fa, abbia dato mandato a un pool di avvocati di redigere un dettagliato esposto da indirizzare al Procuratore capo con l’ ipotesi del reato di abuso d’ ufficio e della violazione della privacy dei pazienti. Nel mirino dell’ Ordine ci sarebbero i responsabili dell’ Asp all’ epoca dei fatti che, nonostante le decisioni della commissione istituita qualche mese fa proprio dall’ azienda sanitaria per chiarire i punti della controversa vicenda, sono andati avanti notificando già a numerosi medici di alcuni Distretti sanitari la richiesta di rifondere il servizio sanitario pubblico per gli anni che vanno dal 2010 al 2013 perché avrebbero violato le regole producendo un danno erariale che si aggira sui 22 milioni di euro. L’ Ordine quindi, davanti alla decisione dell’ Asp di procedere, dopo aver trasmesso gli atti alla Corte dei conti, ha cominciato a richiedere agli iscritti la trasmissione di alcuni documenti inerenti alle prescrizioni e la restituzione dei fondi frutto della eccessiva prescrizione. Questo atteggiamento ha vistosamente irritato l’ Ordine sicuro che l’ Asp avrebbe al contrario osservato quanto disposto a giugno dalla commissione di massimi esperti che era arrivata a una soluzione differente, appurando che nel corso delle verifiche erano state riscontrate palesi violazioni e non erano state osservate le disposizioni della nota Aifa n. 79. L’ Ordine tra l’ altro punta il dito contro l’ inadempienza dell’ Asp che nei cinque anni in cui si è verificata l’ inappropriatezza non ha mai chiamato alcun medico per avvisarlo che era in violazione delle disposizioni. Inoltre i responsabi li dell’ Ordine si starebbero interrogando da giorni su cosa abbia fatto in tutti questi anni la commissione di verifica e controllo dell’ Asp, che sarebbe dovuta intervenire per tempo. Come ultimo spunto l’ organismo dei medici prende a riferimento anche il parere pro veritate rilasciato sulla vicenda dal prof. Filippo Drago, componente della commissione istituita ad hoc dall’ Asp che il 17 giugno nelle sue osservazioni scrive: «E’ evidente che l’ asserzione sulla quale si basano le conclusioni della relazione del Comando provinciale della Guardia di Finanza (che ha effettuato le indagini), secondo cui “la Mineralometria ossea computerizzata (Moc) è l’ esame specifico per una diagnosi di osteoporosi”…. risulta sostanzialmente infondata». E nelle conclusioni il prof. che è titolare della Cattedra di Farmacologia dell’ Università, ma anche membro del comitato prezzi e rimborso dell’ Agenzia del farmaco, scrive: «E’ evidente che le conclusioni cui perviene la rela zione del Comando provinciale Gdf vanno considerate non corrette e devono essere rivisitate in conformità a una più congrua analisi delle prescrizioni di farmaci per il trattamento dell’ osteoporosi che nella maggior parte dei casi richiedevano, secondo quando stabilito dalla nota Aifa 79 in vigore nel periodo esaminato, l’ applicazione della Moc ai fini dell’ appropriatezza e quindi della rimborsabilità delle suddette prescrizioni». Ma c’ è di più in questa vicenda. Alcune settimane fa l’ Asp avrebbe cominciato a richiedere ai medici finiti nell’ elenco per danno erariale, la trasmissione anche di quei dati sensibili sui pazienti per effettuare forse altri controlli incrociati, suscitando però la reazione dei medici e anche del Codacons che hanno paventato una violazione della privacy dei pazienti. Inoltre i medici sostengono che i termini previsti dalla normativa per effettuare altri controlli sono scaduti da tempo e quindi molti di loro po trebbero non avere più i dati richiesti. Insomma la vicenda sembra lontana dal concludersi e a nulla sono valse le riunioni di commissioni, gli incontri con le deputazioni regionale e nazionale, le prese di posizione del presidente dell’ Ordine, Massimo Buscema e del Coda cons e gli esposti già depositati in Procura dal sindacato medici dello «Snami». Il danno maggiore comunque rischiano di pagarlo i pazienti anziani e più fragili che in questi ultimi mesi stanno vivendo, sulla loro pelle, questo scontro ai massimi livelli nella sanità etnea. Anche ad agosto è confermato il calo di almeno il 50% delle prescrizioni di farmaci per combattere l’ osteoporosi e questo rischia di aggravare lo stato di salute di questi pazienti che potrebbero andare incontro a cadute e fratture, guai ben più seri col rischio di vedersi negato un diritto alla salute che ormai sembra essere compromesso da ripetute azioni volte più al risparmio e al pareggio dei conti.
giuseppe bonaccorsi
 

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