Caso mascherine, indaga la Procura Opposizioni in coro «Dimissioni subito»
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fonte:
- Corriere Alto Adige
BOLZANO Le mascherine arrivate dalla Cina tramite un volo speciale organizzato dalla Austria si trasformano in un caso diplomatico. Secondo un parere dell’ esercito austriaco che le ha esaminate, le maschere non sarebbero sufficientemente sicure per essere utilizzate dal personale medico. Dopo che il portale Salto.bz ha pubblicato il parere, dall’ opposizione hanno iniziato a fioccare le richieste di dimissioni per i vertici dell’ asl. Il direttore Florian Zerzer però si difende: «Quando ho firmato l’ ordine delle maschere cinesi non avevamo alternative: avevamo quasi esaurito le scorte». Intanto sulle mascherine sta indagando anche la Procura bolzanina: il sostituto procuratore Igor Secco ha aperto un fascicolo dopo due esposti, uno del Codacons che riguarda i rincari nelle farmacie e uno di un sindacato nazionale che ha segnalato la carenza di protezioni per il personale sanitario. Alla luce degli ultimi eventi però è facile immaginare che l’ indagine sarà estesa anche allo stock di mascherine arrivato dalla Cina. Anzie è probabile che già lo abbia fatto visto che i Nas hanno già fatto visita all’ Asl acquisendo documentazione sulle mascherine. Per ricostruire la vicenda occorre fare un salto indietro di due settimane. Al 20 marzo l’ Asl e le case di riposo stanno per finire le mascherine protettive, quasi introvabili sul mercato. L’ Asl, tramite Assoimprenditori, lancia un appello alle aziende locali e si fanno avanti la Texmarket che offre una fornitura di scaldacollo e la Oberalp, che attraverso i suoi fornitori cinesi propone uno stock di mascherine. L’ Azienda sanitaria autorizza una spesa di 10 milioni (700mila per gli scaldacollo e 9,3 milioni per le mascherine). Appena annunciato il lieto evento con toni trionfalistici, esplode la polemica sugli scaldacollo prodotti dall’ azienda del cugino dell’ assessore Thomas Widmann. Nel frattempo arriva il carico dalla Cina che transita dall’ Austria che ha organizzato un ponte aereo per aiutare i cugini sudtirolesi. Una parte del materiale viene lasciata in Tirolo, dove pure c’ è gran bisogno mentre un piccolo campione viene inviato a Vienna, al laboratorio dell’ esercito. La prova tecnica condotta dal luogotenente Klemens Groh è un disastro. Su 48 pezzi solo 4 sono classificabili Fp3, 5 come Fp1 mentre 39 non sono nemmeno qualificabili come Fp1. «Appena si muove la testa le maschere scivolano» si legge nel parere tecnico che certifica l’ inutilizzabilità delle mascherine. Il parere viene redatto il 28 febbraio e il giorno successivo viene inviato all’ Asl. Nel frattempo anche il Tirolo blocca la distribuzione delle mascherine perché considerate non sicure. «Quello dell’ esercito era un parere confidenziale, a quel punto ho fatto una circolare per tutto il personale sottolineando che bisognava controllare l’ aderenza al volto delle mascherine che comunque – specifica Zerzer – non sono classificate come Fp3. Non sono a conoscenza di particolari problemi, come ha confermato il dottor Franzoni in conferenza stampa vegono utilizzate senza particolari problemi. É chiaro che se dovessero emergere particolari problemi ci rivarremo sui fornitori. Tuttavia al momento dell’ ordine non c’ erano alternative». La difesa di Zerzer però non convince l’ opposizione che a gran voce chiede la testa del direttore generale dell’ Asl e anche una commissione d’ inchiesta del consiglio provinciale per fare chiarezza sulla vicenda. «Zerzer ha cercato di nascondere l’ inadeguatezza delle maschere e deve dimettersi. Sostenere che quelle maschere sono sicure è una follia» tuona Sven Knoll che chiede una commissione d’ inchiesta del consiglio provinciale. Sulla stessa linea anche Paul Köllensperger del team k. «Il governatore Kompatscher e l’ assessore Widmann anziché chiedere scusa per l’ accaduto hanno preferito ostinarsi a difendersi con discorsi di circostanza. Lo scandalo delle mascherine protettive ha destato scalpore anche a livello internazionale: le dimissioni sono ormai inevitabili». Sulle stesse posizioni si allinea anche il resto dell’ opposizione che sulla commissione d’ inchiesta non ha intenzione di fare dietrofront. «Richiedere un approfondimento è una prerogativa del consiglio provinciale, quando a provvedimenti contro i vertici dell’ Asl mi sembra fuori luogo parlarne ora che i fatti non sono ancora chiari» ha detto il governatore Arno Kompatscher in conferenza stampa invitando ad aspettare l’ esito delle indagini.
marco angelucci
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Tags: mascherine, Prezzi, procura di Bolzano
