21 Ottobre 2014

Caso in ministero E il Tribunale del Malato chiede i danni

Caso in ministero E il Tribunale del Malato chiede i danni

Reazioni a catena dopo la messa in onda delle immagini di un intervento a cuore aperto, per l’ impianto di un pacemaker, eseguito nell’ ospedale di Copertino. Ora il caso arriva sul tavolo del ministro della Salute Beatrice Lorenzin con un’ interrogazione urgente del senatore di Forza Italia, Luigi d’ Ambrosio Lettieri. «Non si può nascondere lo sconcerto di fronte al video da cui si evincerebbe l’ inaccettabile partecipazione di un venditore di apparecchiature medicali – afferma D’ Ambrosio Lettieri – ad un delicatissimo intervento a cuore aperto per l’ installazione su un paziente di un pacemaker. Si tratta di un’ eventualità talmente lontana, persino dalla nostra immaginazione, che saremmo tentati di credere di essere di fronte a Scherzi a parte”. Cose del genere non dovrebbero, pur con le dovute riserve del caso che deve trovare una attenta valutazione, poter accadere. Il caso vuole che venga reso noto proprio nel momento in cui l’ Agenas pubblica i dati relativi al Programma nazionale esiti sull’ appropriatezza e l’ efficacia delle cure sanitarie. La Puglia si trova agli ultimi posti dopo Campania e Calabria». Scalpitano le associazioni dopo il ca so esplodo l’ altra sera in tv. Il Tribunale per i diritti del malato si dice pronto a costituirsi parte civile dell’ eventuale procedimento giudiziario che dovesse aprirsi e Codacons invita la Regione a introdurre l’ obbligo di inserire nelle cartelle di ricovero, un registro degli accessi in sala operatoria, e a predisporre un sistema di videoregistrazione. E diffida «la Asl a svolgere i suoi compiti di vigilanza con strumenti più efficienti». Per il Tribunale dei diriti del malato scendono in campo Anna Maria De Filippi presidente regionale Cittadinanzattiva e Laura Pisanello responsabile provinciale rete Giustizia per i Diritti e componente direzione nazionale di Cittadinanzattiva. «È sconcertante apprendere dalla stampa – scrivono in una nota congiunta – che un intervento così delicato venga eseguito, anche in parte, da un rappresentante della ditta fornitrice del dispositivo biomedicale anziché dal cardiochirurgo. Come pure che il venditore sia stato allontanato con provvedimento disciplinare dalla ditta di cui era dipendente, mentre alcuna azione, ad oggi, sia stata adottata nei confronti del medico che avrebbe dovuto compiere in prima persona l’ intervento». E Massimo Todisco di Codacons contesta: «Al fine di evitare che episodi simili si possano verificare nuovamente nell’ impotenza delle istituzioni, il Coda cons di Lecce ha inviato, in data odierna, un invito formale alla Regione Puglia affinché introduca l’ obbligo di puntuale attestazione degli accessi in sala operatoria e di video registrazione dell’ intervento».

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