17 Febbraio 2021

CASO FORTNITE: PRE-ADERISCI ANCHE TU ALL’INIZIATIVA DEL CODACONS PER TUTELARE I GIOCATORI DEL VIDEOGAME FORTNITE

    Il Codacons lancia una iniziativa per tutelare tutti coloro che hanno sviluppato una dipendenza dal gioco Fortnite e speso denaro nelle microtransazioni in game, presentando un esposto all’AGCM.

    Qualora l’Autorità dovesse accogliere la segnalazione ed accertare la sussistenza di pratiche commerciali scorrette, l’Associazione avvierà successivamente una azione collettiva per chiedere il risarcimento dei danni subiti in conseguenza dei comportamenti illegittimi degli sviluppatori del gioco.

    I FATTI

    Come noto, nel 2018 l’Oms ha riconosciuto ufficialmente la dipendenza da videogame come una patologia. Il ‘gaming disorder’ è stato infatti inserito nel capitolo sulle patologie mentali dell’International Classification of Diseases (ICD).

    Fortnite è un videogame sviluppato dalla Epic Games nel 2017, classificato PEGI 12 e dunque accessibile a partire dai 12 anni, che dopo il primo anno di lancio è in costante crescita.

    I numeri più recenti (secondo il sito multyplayer.it) parlano di picchi giornalieri di utenti collegati al server salito da 1.3 milioni a 2 milioni di utenti mese e di 40 milioni di giocatori totali. Gli account conteggiati a maggio 2020 sono 350 milioni, 10,4 milioni di anni le ore giocate.

    Altrettanto allarmanti sono i numeri dei moltissimi giocatori di Fortnite, la cui maggior parte è costituita da minori, che hanno sviluppato una vera e propria dipendenza dal gioco, tanto da necessitare l’assistenza di centri specifici, e che hanno speso centinaia di euro in microtransazioni per acquistare personalizzazioni per il proprio personaggio.

    Di recente, uno studio legale con sede a Montreal ha avviato per conto dei genitori di due minori di 10 e 15 anni una azione legale contro la Epic Games proprio affermando che Fortnite crea dipendenza esattamente come la cocaina.

    A giugno del 2019 è stata altresì instaurata una  causa federale  nel distretto settentrionale della California  sempre contro gli sviluppatori di Fortnite, in quanto nel videogame mancherebbero controlli parentali integrati che consentano ai genitori o ai tutori di minori di prendere decisioni informate in merito agli acquisti in game e non consentirebbe a chi cambi idea dopo aver effettuato un acquisto, anche pochi minuti dopo averlo fatto, di ottenere un rimborso.

    In Cina la stessa divisione di Epic, proprio per combattere la dipendenza sviluppata dai suoi giocatori, ha disposto una riduzione al 50% dei progressi dopo 3 ore di gioco e la totale disconnessione a fronte di 5 ore consecutive di gioco.

    Lo stesso, tuttavia, non è avvenuto nel resto del mondo.

    Nella versione italiana di Fortnite, infatti, sono assolutamente inesistenti avvertimenti e/o informazioni circa i rischi che derivano dall’uso ovvero istruzioni circa un uso corretto del gioco, soprattutto in relazione all’età, spesso molto bassa, dei consumatori in questione e la relativa necessità di fornire tutte le indicazioni dirette anche ai genitori per un uso congruo del videogioco.

    Allo stesso modo, per quanto riguarda le microtransazioni, in Fortnite non sembra esserci alcun riferimento alle caratteristiche e ai costi da sostenere nel videogioco, nonostante lo stesso possa essere utilizzato anche da bambini e adolescenti. Da questo punto di vista, la mancanza di informazioni trasparenti ed esaustive circa la presenza di acquisti in-game all’interno del gioco e la presentazione del gioco Fortnite come gratuito appaiono suscettibili di ingannare i consumatori riguardo alle caratteristiche del videogioco e agli effettivi costi da sostenere per la sua fruizione. Inoltre, tale carenza informativa potrebbe non consentire ai genitori di effettuare un acquisto consapevole né successivamente di esercitare il controllo sull’attività di gioco dei propri figli.

    L’INIZIATIVA CODACONS

    Il Codacons, quindi, al fine di tutelare tutti i minori nonché, più in generale, tutti i fruitori del gioco Fortnite, ha deciso di presentare un esposto all’AGCM per segnalare tutti gli aspetti del videogame che sembrano porsi in violazione delle norme previste nel Codice del Consumo a tutela della salute, della sicurezza e del diritto degli utenti di assumere decisioni economiche consapevoli.

    Qualora l’AGCM dovesse accogliere la segnalazione ed accertare la sussistenza di pratiche commerciali scorrette, l’Associazione valuterà successivamente di avviare una azione collettiva per chiedere il risarcimento dei danni subiti in conseguenza dei comportamenti illegittimi degli sviluppatori.

    Per pre-aderire gratuitamente, senza impegno, all’iniziativa ed essere aggiornati dal Codacons riguardo gli sviluppi della vicenda clicca qui. La preadesione non comporta l’obbligo di aderire in seguito all’eventuale azione legale vera e propria.

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