28 Luglio 2021

Caso “Dress Code ” in tribunale: Codacons risponde alla consigliera di parità della Provincia di Avellino

Sul caso del “Dress code” negli uffici giudiziari di Avellino il Codacons ha inviato una risposta alla Consigliera di parità della provincia di Avellino che, a seguito dell’istanza presentata dall’associazione, aveva fatto pervenire una nota in cui affermava di avere una “competenza limitata ai casi di discriminazione sui luoghi di lavoro per motivi di genere di tipo individuale. La Consigliera si attiva su richieste del singolo lavoratore o della singola lavoratrice. E’ evidente pertanto che nella fattispecie non è possibile una mia pronuncia. Mi permetto di sottolineare che il Presidente del Tribunale di Avellino, nel suo provvedimento chiude estendendo il richiamo all’utilizzo di un abbigliamento decoroso a tutte le persone che frequentano il Palazzo di Giustizia. Alcuna differenza di genere, pertanto, è a mio avviso ravvisabile”.

Scrive il Codacons nella sua risposta inviata oggi alla Consigliera Avv. Vincenza Luciano:

“Nel caso di specie, considerato che l’esposto trasmesso dalla scrivente aveva ad oggetto la discriminazione operata per il tramite del decreto n. 79/2021 dal Presidente del Tribunale di Avellino che ha circoscritto il divieto di accesso agli Uffici giudiziari ai soli uomini che indossino pantaloni corti, si ritiene che questa Consigliera sarebbe comunque potuta intervenire nell’ambito delle funzioni previste dal D.lgs. 198/2006, attuando azioni di promozione e diffusione delle buone prassi e delle politiche di pari opportunità, per il tramite, ad esempio, di interventi di moral suasion.

Nel merito, è invece il caso di rilevare che, contrariamente a quanto rappresentato nella nota oggetto di riscontro, la chiosa del provvedimento secondo cui “è comunque vivamente raccomandato a tutte le persone di adottare un complessivo abbigliamento rispettoso della dignità degli Uffici Giudiziari e delle funzioni nei medesimi svolte”, lungi dal privare il provvedimento del denunciato carattere discriminatorio, ne costituisce invero la piena conferma.

Ed infatti, proprio la scelta di imporre ai soli uomini abbigliati con pantaloni corti un espresso divieto di accesso agli Uffici e di rivolgere invece a tutte le altre persone soltanto una raccomandazione – seppure accorata – ad adottare un abbigliamento rispettoso, costituisce il fulcro del carattere discriminatorio del decreto, il quale, come è evidente, finisce per operare una netta disparità di trattamento tra i soggetti di sesso maschile (ai quali è espressamente vietato l’accesso) e tutte le altre persone (per le quali non è prevista conseguenza alcuna in caso di mancata adesione alla raccomandazione).

Per queste ragioni, dunque, si auspica che questa Consigliera, sempre nel rispetto delle proprie funzioni ed attribuzioni, voglia adottare tutti gli opportuni provvedimenti volti a promuovere le pari opportunità all’interno del Tribunale di Avellino, con particolare riferimento alle discriminazioni di genere attuate per il tramite del decreto del Presidente del Tribunale di Avellino n. 79/2021, avente ad oggetto Abbigliamento adeguato per l’accesso agli Uffici Giudiziari.”

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