8 Marzo 2014

Caso derivati, banche assolte A Milano revocata la confisca

Caso derivati, banche assolte A Milano revocata la confisca

MILANO Sono stati tutti assolti con formula piena gli imputati al processo di secondo grado con al centro la truffa sui derivati al Comune di Milano. Assolti «perché il fatto non sussiste» le quattro banche estere – Ubs, Deutsche Bank, Depfa Bank e Jp Morgan – e nove loro manager ed ex manager. Al centro della vicenda c’ era un bond trentennale da 1,68 miliardi sul quale Palazzo Marino, sotto le giunte Albertini e Moratti, aveva aperto nel 2005 una serie di derivati (strumenti finanziari con una buona dose di rischio) per garantirsi un tasso variabile nei finanziamenti. A ribaltare la sentenza del Tribunale è stata ieri mattina la quarta Corte d’ Appello presieduta da Luigi Martino, dopo circa un’ ora di camera di consiglio e un dibattimento durato sei udienze. Tanto è bastato per scagionare gli istituti di credito, tra i più importanti a livello mondiale, e i loro dipendenti condannati nel dicembre 2012 rispettivamente a un milione di multa ciascuno e a pene (sospese) che andavano dai sei agli otto mesi di reclusione. Inoltre è stata revocata la maxi confisca di oltre 89 milioni di euro disposta in primo grado. Il procuratore generale, Piero De Petris, a cui è toccato sostenere l’ accusa, aveva chiesto la conferma della condanna per le banche con una lieve riduzione della cifra confiscata, per quattro persone circa sei mesi di carcere, per altrettante il non doversi procedere per prescrizione e per una l’ assoluzione. Il verdetto, in attesa delle motivazioni che arriveranno entro 90 giorni, è stato accolto con soddisfazione dagli istituti di credito da sempre convinti della correttezza del loro operato. «Mancano solo le scuse», ha commentato Fabio Cagnola, legale di Ubs. «La sentenza», ha aggiunto, «ha riconosciuto con la formula più ampia che la condotta per la quale gli imputati sono stati condannati in primo grado non sussiste». Guido Alleva, avvocato di Deutsche Bank e Depfa Bank, ha affermato invece che «la Corte sembra riconoscere che non era possibile intravedere reati nei contratti con il Comune di Milano». «Penso che questa decisione potrà portare a riequilibrare le valutazioni sui rapporti tra gli istituti di credito e gli enti pubblici», ha aggiunto, «e servirà a fare chiarezza sugli aspetti giuridici che riguardano questi contratti e dai quali il Comune di Milano ha incassato vantaggi». Tra i dirigenti assolti c’ è anche Gaetano Bassolino (Ubs) figlio dell’ ex governatore della Campania. Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha dichiarato che «la sentenza conferma la validità della scelta del Comune di stipulare un accordo extragiudiziale con le banche che non viene modificato dalla decisione» e grazie al quale sono stati versati 455 milioni. Il Codacons ha chiesto invece una legge per vietare alle amministrazioni locali operazioni con strumenti finanziari a rischio come i derivati.

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