11 Dicembre 2019

Caso crematorio Il Codacons incontra le famiglie

Il comune di Biella ha deciso di costituirsi parte civile nel processo contro Alessandro e Marco Ravetti per gli abusi compiuti nel tempio crematorio di Biella. Un decisione presa per «tutelare l’ immagine della comunità locale» come scrivono gli amministratori in un comunicato, in cui si precisa che il provvedimento è stato formalizzato dopo aver ricevuto la notifica dell’ udienza preliminare fissata per il prossimo 8 gennaio. Nel corso della quale i due rappresentanti della So.Cre.Bi. chiederanno con ogni probabilità di essere processati con rito abbreviato. Nelle scorse settimane, mentre il Comune, appellandosi al Codice dei Contratti, ha dato il via alla procedura di cessione delle quote della società, oggi ancora in mano alla famiglia Ravetti, gli attuali gestori avevano fatto partire una serie di risarcimenti, in particolare per i sette casi di truffa contestati dal procuratore Teresa Agela Camelio. Tre di questi risarcimenti sarebbero stati rifiutati da altrettante famiglie rappresentate dal Codacons, i cui legali hanno incontrato ieri una parte dei rappresentanti delle oltre 500 famiglie che hanno presentato ricorso contro le richiese di archiviazione dei loro casi decise dalla Procura. Nel corso della serata oltre che dello stato di avanzamento del primo step delle analisi sulle ceneri, effettuate con la supervisione dell’ ex comandante del Ris di Parma Luciano Garofano, per rintracciare eventuali elementi di Dna e quindi verificare se nelle urne ci sono effettivamente i parenti delle famiglie che hanno affidato le urne dei propri congiunti al laboratorio indicato dall’ associazione consumatori, sono stati esaminati i possibili scenari processuali e si è cominciato a parlare delle possibili cause civili nei confronti della famiglia Ravetti. M. Zo.

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