28 Febbraio 2018

Caso Chernobyl: non c’ è reato

VALLO DI DIANO – Forse la parola fine il prossimo 7 marzo verrà posta sull’ ormai noto processo denominato “Chernobyl”. In proposito, il Codacons Vallo di Diano, attivo in prima linea, ha dichiarato a mezzo del referente, Roberto De Luca: «Dopo una lunga serie di rinvii, a iniziare dal 17 dicembre 2014, il 31 gennaio 2018 è stato ascoltato in aula l’ unico teste dell’ accusa: un maresciallo maggiore del NOE che aveva preso parte alle indagini. In aula si è fatto riferimento a rifiuti speciali non pericolosi e alla sola matrice liquida. Il Pubblico Ministero ha effettuato la propria requisitoria in aula il 14 febbraio scorso. Egli ha chiesto l’ assoluzione per il solo capo d’ imputazione sopravvissuto agli 11 lunghi anni dalla chiusura delle indagini, ossia il disastro ambientale, tutti gli altri reati contestati sono già prescritti. Si dovrebbe quindi prendere in considerazione il fatto che, non esistendo un impianto accusatorio solido, le 980mila tonnellate di rifiuti illecitamente smaltiti potrebbero anche non costituire un danno così ingente per l’ ambiente da dar luogo a un cosid detto “disastro ambientale”. Tanto più che in aula si è parlato di rifiuti speciali non pericolosi. Il prossimo 7 marzo si tornerà in aula per la lettura della sentenza. Dopo il clamore di questi giorni sullo smaltimento dei rifiuti in Campania, forse l’ opinione pubblica potrà finalmente trovare un momento di conforto rispetto ai fatti legati ai processi quali, ad esempio, il processo Cassiopea. Per Cassiopea, infatti, le indagini si chiudono nel 2001 ed il processo da Santa Maria Capua Vetere viene spostato a Napoli per un’ eccezione della difesa. Dal Tribunale di Napoli il processo viene poi di nuovo trasferito a Santa Maria Capua Vetere, dove si estingue nel 2013. Per Chernobyl non è così. Dopo 11 anni, infatti, c’ è una richiesta di assoluzione a Salerno, dove il processo è stato trasferito da Santa Maria Capua Vetere. Dal 7 marzo nascererà un futuro fatto di consapevolezza, sostenibilità dei processi produttivi, di rispetto per l’ uomo e per l’ ambiente, e di partecipazione vera ai processi democratici del Paese».

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