27 Febbraio 2014

Caso Camici sporchi: altro rinvio per un tecnicismo

Caso Camici sporchi: altro rinvio per un tecnicismo

Ennesimo rinvio per l’ udienza preliminare del caso ?Camici sporchi’, l’ inchiesta che ha travolto il reparto di Cardiologia del Policlinico. Una questione tecnica, ovvero la nomina di un difensore avvenuta in maniera irregolare, ha fatto slittare ogni decisione nel merito, che ieri significava l’ ammissione o meno delle parti civili. L’ udienza è stata rinviata al 26 marzo. E’ dal dicembre scorso che il caso è approdato in Tribunale: durante la prima udienza, le posizioni al vaglio del gup Andrea Romito erano ben 49, tra medici, ricercatori, amministratori di società del biomedicale e società stesse. Ma anche allora non è stato disposto alcun rinvio a giudizio o proscioglimento, a causa delle eccezioni sollevate da molti difensori. Per due imputati, il giudice ha deciso il rinvio degli atti al pm per una corretta notifica dell’ avviso di conclusione indagini, mentre alle società biomedicali estere coinvolte dovrà essere inviato l’ atto di fissazione udienza nella lingua del paese di provenienza. Non era presente Maria Grazia Modena, all’ epoca dei fatti a capo del reparto, segnalato invece il dottor Giuseppe Massimo Sangiorgi, considerato dagli inquirenti il deus ex machina del presunto sistema di sperimentazioni non autorizzate. Ben sette le parti lese che potranno chiedere la costituzione di parte civile: Policlinico, Ausl, Regione, Conferenza territoriale Socio-sanitaria, Comitato Etico, Amici del Cuore e Codacons La grande assente è l’ Università, che ha deciso di attendere e chiedere i danni eventualmente in caso di condanne.

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