9 Giugno 2020

CASO CAMICI LOMBARDIA: DOPO PROCURA DI MILANO ANCHE CORTE DEI CONTI E ANAC DOVRANNO INDAGARE

     

    CODACONS PRESENTA ESPOSTO PER VERIFICARE POSSIBILI DANNI ERARIALI E PROCEDURE CONTRARIE ALLA LEGGE

    Dopo la Procura di Milano, che come noto ha aperto un fascicolo sulla vicenda della fornitura di camici alla Regione Lombardia da parte della Dama spa, società di cui la moglie del governatore lombardo Attilio Fontana detiene una quota e che sarebbe gestita dal cognato, anche la Corte dei Conti e l’Autorità Anticorruzione dovranno aprire una indagine sul caso.
    Il Codacons ha infatti presentato oggi un esposto alla magistratura contabile della Lombardia e all’Anac, in cui si chiede di fare luce sulla vicenda considerati i possibili danni erariali e la possibile violazione delle disposizioni in materia di appalti pubblici.
    L’art. 42 del Codice dei Contratti pubblici prevede che “le stazioni appaltanti prevedono misure adeguate per contrastare le frodi e la corruzione nonchè per individuare, prevenire e risolvere in modo efficace ogni ipotesi di conflitto di interesse nello svolgimento delle procedure di aggiudicazione degli appalti e delle concessioni, in modo da evitare qualsiasi distorsione della concorrenza e garantire la parità di trattamento di tutti gli operatori economici” – scrive il Codacons nell’esposto – Il comma due del citato articolo chiarisce che “Si ha conflitto d’interesse quando il personale di una stazione appaltante o di un prestatore di servizi che, anche per conto della stazione appaltante, interviene nello svolgimento della procedura di aggiudicazione degli appalti e delle concessioni o può influenzarne, in qualsiasi modo, il risultato, ha, direttamente o indirettamente, un interesse finanziario, economico o altro interesse personale che può essere percepito come una minaccia alla sua imparzialità e indipendenza nel contesto della procedura di appalto o di concessione. (…)”
    Il Codacons ha chiesto dunque di verificare se, anche in relazione all’eventuale profilo di incompatibilità connesso con l’espletamento della procedura semplificata, siano state adottate le adeguate misure di prevenzione e risoluzione dei conflitti di interesse sia nella fase di svolgimento della procedura di gara che nella fase di esecuzione del contratto, e di accertare se dalle condotte attuate possano emergere profili di responsabilità apprezzabili sotto il profilo amministrativo e contabile, ed eventuali danni per la collettività sul fronte erariale.

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