30 Aprile 2021

CASO CAMICI, CODACONS REPLICA A REGIONE: PER ANAC PRESIDENTE FONTANA AVREBBE DOVUTO ASTENERSI

     

    PROCEDIMENTO ARCHIVIATO PERCHE’ AUTORITA’ NON HA POTERE SANZIONATORIO. ORA ATTI A PROCURA E CORTE DEI CONTI

    Il Codacons risponde alla Regione Lombardia in merito alla decisione dell’Anac sul caso della fornitura di camici presso la società Dama spa.
    L’esposto da noi presentato lo scorso giugno è stato archiviato poiché, come scrive l’Anac nella sua delibera, in tema di conflitto di interessi l’Autorità “non dispone di specifici poteri di intervento e sanzione” e di fatto “non può che prendere atto della riferita (da Fontana, ndr) insussistenza di un ruolo del presidente della Regione”.
    Al tempo stesso però l’Anac nella sua delibera condivide i dubbi espressi dal Codacons, e in tal senso accoglie le istanze promosse dall’associazione, laddove sostiene che “nella questione prospettata potrebbero porsi dei dubbi di legittimità con riferimento ai legami parentali intercorrenti tra l’amministratore della società Dama spa ed il presidente della Regione Lombardia, nonché in relazione coinvolgimento di quest’ultimo nella procedura di affidamento della fornitura in esame […]
    In questo contesto sarebbe stata quanto meno opportuna sia una dichiarazione preventiva in ordine alle cariche/partecipazioni del proprio coniuge che la successiva sua astensione dalle attività di individuazione degli operatori economici ai quali affidare la fornitura dei DPI in questione, allorché tra le imprese che avevano manifestato la disponibilità a riconvertire le loro produzioni c’era anche quella riconducibile ai propri familiari”.
    Ora la parola passa alla Procura della Repubblica di Milano e alla Corte dei Conti della Lombardia, cui il Codacons invierà la delibera dell’Anac per i dovuti approfondimenti del caso.

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