Il caso Bonucci riletto dall’ esperto: «Mal comunicato»
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fonte:
- Il Messaggero
L’ ANALISI Adesso anche il Codacons protesta e alcuni tifosi juventini hanno richiestoi l rimborso delle maglie della Juventus acquistate col nome di Leonardo Bonucci. L’ eco del passaggio del difensore viterbese al Milan non si spegne: tra retroscena, ricostruzioni più o meno veritiere, alcune per la verità inventate in classico stile Bar Sport, e attacchi social, la trattativa regina del mercato italiano continua a tenere banco. Il clou della discussione si anima, visti i tempi, sui social network: una comunicazione, quella dei like e delle faccette, che non è esente da sacche di volgarità e eresia, come nel caso degli insulti al figlio di Bonucci, Matteo. Uno che di comunicazione se ne intende è Giovanni Fiorentino, direttore del Dipartimento scienze umanistiche, comunicazione e turismo all’ Università della Tuscia. Per il docente di Teoria e tecnica dei media, sulla questione Bonucci ci sono varie sfumature e spunti di riflettessione. «Premesso che ho seguito la vicenda Bonucci attraverso la lettura dei giornali – spiega Fiorentino – mi vengono in mente due questioni su cui concentrarsi. La prima riguarda più l’ aspetto sportivo: fin dai tempi di Altafini che passò dal Napoli alla Juventus, i tifosi hanno sofferto in maniera particolare i cambi di casacca dei propri beniamini. Negli Stati Uniti, il trasloco del giocatore Nba Lebron James da Cleveland a Miami fece scalpore ed è diventato un caso da studiare a livello sociologico. Il calcio da noi è sport nazionale e i supporter vivono in maniera viscerale il rapporto con gli atleti: in più siamo bombardati da notizie che hanno valore relativo in un periodo in cui sostanzialmente le notizie mancano». E qui parte il secondo ragionamento del professore che coinvolge direttamente i media. «Se anche quando il calcio è fermo gli organi d’ informazione sportivi e non solo dedicano la maggior parte del loro spazio al calciomercato, è evidente che tutto si amplifica. La nostra cultura sportiva dovrebbe cambiare partendo anche da chi racconta lo sport». Il caso Bonucci evidentemente coinvolge Viterbo. «Non conosco il tessuto sportivo di Viterbo – ammette Fiorentino – è ovvio però che essendo Bonucci un viterbese abbia acceso un forte dibattito in città. Ma lascerei da parte la questione cambio di maglia, raccontando e valorizzando a livello comunicativo quello che è stato il percorso culturale e sportivo di Bonucci: quella sarebbe una discussione utile per replicare un modello di sport, e non solo, che ha funzionato». Marco Gobattoni © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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