7 Novembre 2019

Caso Bio-on in 200 chiedono i risarcimenti

«In questa vicenda hanno sbagliato in tanti. Noi suggeriamo di fare cause di risarcimento danni contro tutti gli attori coinvolti in attesa della fine delle indagini, poi valuteremo il da farsi». Così Bruno Barbieri, vice- presidente nazionale del Codacons, ai circa duecento piccoli azionisti di Bio- on che ieri sera hanno partecipato all’ assemblea organizzata dall’ associazione all’ Hotel Bologna Airport. L’ indagine che ha sconvolto l’ azienda di bio- plastiche, scaturita da un dossier del fondo americano Quintessential di luglio, non ha infatti travolto soltanto i dirigenti dell’ azienda (indagati per false comunicazioni e manipolazione del mercato), ma anche i dipendenti, che sperano di non perdere il posto di lavoro, e tanti piccoli azionisti che avevano creduto e investito nella società e ora, col crollo del titolo in Borsa e poi la sua sospensione, rischiano di perdere i risparmi di una vita. Secondo stime, sarebbero circa 10mila gli azionisti rimasti scottati, per perdite potenziali di circa 400 milioni di euro. Oltre al Codacons si stanno muovendo tante altre associazioni, come Federconsumatori, il Siti o Adiconsum, che fanno pagare una quota per seguire gli azionisti che sperano di recuperare qualcosa. Domani intanto ci sarà un incontro tra sindacati, istituzioni e il custode dell’ azienda nominato dal tribunale. « Hanno sbagliato i vertici di Bio- on – sottolinea Barbieri – ma anche le società di revisione dei bilanci, le aziende che non hanno smentito gli accordi annunciati in questi anni, gli attori in conflitto d’ interesse e le banche. Ma anche chi doveva controllare: è assurdo che ci sia voluto un fondo americano per sollevare la questione». Si può recuperare qualcosa, sostiene il Codacons, facendo richieste danni per poi costituirsi come parte offesa nell’ eventuale processo penale. – m. bett.

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