Caso Bidoli, condanna per truffa all’ impresario edile
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fonte:
- Messaggero Veneto
di Cristian Rigo Intascava assegni che in teoria dovevano servire da anticipo per l’ acquisto di appartamenti di edilizia convenzionata, ma quegli immobili erano già gravati da pignoramento immobiliare a favore di diverse banche. Così al rogito non si arrivava mai. E in molti, per riuscire a “ricomprare” la casa, hanno poi dovuto prenderla all’ asta. Perché nel frattempo l’ azienda Bidoli è fallita. Due i casi per i quali ieri il giudice monocratico del tribunale di Udine, Carla Missera, ha condannato l’ imprenditore Diego Bidoli a 1 anno e 4 mesi di reclusione oltre a 1.600 euro di multa e alle spese processuali. Il beneficio della sospensione condizionale della pena è subordinato al pagamento, entro 8 mesi, dei risarcimenti di 2 mila euro ciascuno alle associazioni Assocasa e Codacons e di 8 mila euro a una coppia truffata. La truffa messa in atto da Bidoli, nato a Suzzara 76 anni fa e residente a Udine, consisteva nel convincere le vittime a versare degli anticipi firmando una “promessa di compravendita” per alcuni appartamenti del complesso residenziale “Le magnolie” di via Pallanza. Presentandosi come imprenditore affidabile, titolare di una ditta operante nel settore da 30 anni e assegnataria di un contributo regionale per realizzare una struttura convenzionata con l’ Ater, Bidoli ha convinto due donne a versare 70 mila euro di anticipo per l’ acquisto di due appartamenti del valore complessivo di circa 140 mila euro l’ uno. Il resto sarebbe stato pagato rimborsando le rate mensili del mutuo regionale già concesso alla ditta. Peccato che uno dei due appartamenti era gravato da un pignoramento immobiliare per 46 mila euro e l’ altro per 55 mila euro oltre che da alcune ipoteche. Ma le due potenziali acquirenti non ne sapevano nulla. E di quegli anticipi non hanno più visto nemmeno un euro. «La cosa grave – sottolinea l’ avvocato Nicola D’ Andrea, referente provinciale del Codacons Fvg – è che questi appartamenti rientravano nella categoria dell’ edilizia convenzionata legata all’ acquisto della prima casa. In questo caso – aggiunge – le istituzioni non hanno svolto ruolo di controllo nè di supporto. Tantissime famiglie sono state vittime di un raggiro e hanno dovuto comprare la casa due volte». Per il responsabile di Assocasa, Mauro Chirizzi, che per primo ha sollevato il caso portando avanti una lunga battaglia contro le truffe perpetrate da Bidoli, «questa sentenza potrebbe scatenare una reazione a catena convincendo molte altre famiglie a denunciare i raggiri subìti. Molte persone – sostiene – non si sono costituite parte civile un po’ per paura di procurarsi ulteriori guai, un po’ perché si sono sentite dire che l’ azienda avrebbe tentato la strada del concordato evitando così la procedura fallimentare e hanno rinunciato anche a insinuarsi nel passivo del fallimento perdendo decine di migliaia di euro. A oggi – aggiunge il responsabile di Assocasa udinese – ben 14 famiglie si trovano a dover pagare debiti estranei che sono state costrette ad accollarsi». Lo stesso Chirizzi sostiene di essere stato vittima di un raggiro avendo pagato un anticipo per il suo appartamento senza sapere dei gravami esistenti. «Alla fine – spiega – ho dovuto acquistare l’ appartamento all’ asta spendendo 20-30 mila euro in più rispetto al valore effettivo. Le persone che ci hanno rimesso con questi giochini potrebbero essere una cinquantina. Questa sentenza è importantissima perché potrebbe spingere altre famiglie a chiedere risarcimenti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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