22 Luglio 2013

Caso Antonelli, piloti delle categorie minori? “Siamo carne da macello”

Caso Antonelli, piloti delle categorie minori? “Siamo carne da macello”

MOSCA – Il mondo della moto, il giorno dopo il tragico incidente di Antonelli – è sotto inchiesta: Max Biaggi afferma di amare questo sport, “ma in giornate come queste sto iniziando a odiarlo”. Il campione del mondo in carica della Superbike denuncia poi che si sono tante cose da fare sul tema della sicuerezza e il Codacons deposita oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per chiedere alla magistratura italiana di aprire una indagine “sull’ incidente che ha causato la morte di un cittadino italiano all’ estero per procedere per il reato di omicidio con dolo eventuale, in relazione alle condizioni proibitive della pista al momento del decesso”. Ma è da Alessia Polita, la ragazza rimasta paralizzata il mese scorso in un incidente a Misano che arriva la denuncia più dura. “Siamo carne da macello” spiega in una toccante lettera aperta. Ed era stata proprio lei a raccontare in un’ intervista a Motosprint che durante la gara della MotoGp su molti tratti della pista di Misano c’ erano diverse protezioni con camere d’ aria nei punti della pista più pericolosi. Protezioni poi sparite d’ incanto quando sono scese in gara le categorie minori. Due pesi e due misure? Secondo Polita si e leggendo le prove che il pilota porta per avvalorare la sua tesi è davvero difficile dargli torto. Partendo proprio dal fatto che “nel giro di 36 giorni ci sono stati 2 incidenti gravi” nelle categorie minori. Già ieri, il giorno stesso dell’ incidente, Marco Melandri aveva dichiarato che le condizioni erano troppo pericolose e che non si doveva correre. Ed è oggi lo stesso presidente del Coni a spiegare che “la sua denuncia è stata chiara e onestamente condivisibile”. “Ieri sera – ha poi continuato Giovanni Malagò – ho parlato con il presidente della federazione, Poalo Sesti, per dare subito il messaggio di vicinanza di tutto il mondo dello sport a questa comunità già ferita dopo la morte di Simoncelli. Comunque credo che non sia giusto e che non ci si deve approfitare di questi giovani che per questo sport hanno una vera e propria fede”. Ma torniamo alla lettera aperta di Alessia Polita. Una denuncia terribile, che qui pubblichiamo integralmente. “Distesa sul letto, cercando di esternare quello che sento dentro… dal 15 giugno ore 9.07 la mia vita è cambiata, i valori, l’ importanza delle cose, sto lottando con le unghie e con i denti nonostante giornate di sconforto per accettare ciò che mi è successo. E’ dura, è difficile, e poi in maniera naturale fai una scaletta delle priorità e obbiettivi da raggiungere. Come prima cosa ho voluto abbandonare il discorso di guardare le gare, ero e sono arrabbiatissima, quindi niente più gare in tv e poi cominciare un lavoro e durissimo percorso di “lotta” con me stessa, per dare un motivo a tutto questo, incassare e pensare che sia soltanto un’ altra dura prova da superare. Pensi e ripensi… la mia stessa passione, l’ amore per le due ruote mi ha tradita… e poi tra le corsie di Montecatone, silenziose e imbarazzanti la domenica, perché non c’ è fisioterapia e programmi particolari; quelli del piano 0 (piano dove stanno i disabili più avanzati, ovvero quasi autosufficenti)possono uscire dalla mattina fino alla sera per andare dove vogliono, e io invece sono al piano 2 (quelli che sono arrivati da poco)quelli che possono andare solo al bar o nel giardino dell ospedale, ma la corsia mia è sempre abbastanza viva, televisioni accese nelle stanze e nella sala comune, insomma, mi trascino con la mia sediolina sfigata e sento l’ eco di quella brutta notizia e molti dei disabili in reparto che mi guardano … incidente gravissimo. Per quanto mi sia difficile in questo momento mi sono fermata davanti alla tv. Non posso crederci, nel giro di 36 giorni 2 incidenti gravi. Mi metto nella sala comune, oltre allo shock per aver visto che era Andrea, guardo il replay e seguo la procedura di soccorso fino a quando lo portano in clinica… ma il tempo passava e…. ho capito subito, mi era già tutto chiaro, ormai le procedure si conoscono, noi piloti le conosciamo, il tempo di stabilizzarci e poi si parte subito in elicottero… ma l’ elicottero era fermo li, speravo che uscisse quella barella da li dentro come ne sono uscita io per salire in elicottero, dentro di me ho sperato fino alla fine. Passata la mezz’ ora mi sono sentita morire, non te ne andare Andrea, piuttosto vieni qua a Montecatone. Non so cosa mi abbia detto la testa, ancora sto qua che fisso il vuoto, mi domando il perché, è vero il destino esiste, ne sono certa, ma a me sarebbe bastato un air france e molto probabilmente non sarei rimasta paralizzata, oggi era chiaro che in quel diluvio non si doveva partire. Bho, non so, so soltanto che oggi 21 luglio io credo di averne abbastanza del Motociclismo. Le moto le amerò sempre, ma qui c’ è qualcosa che nn sta funzionando piu’! LE CARNI DA MACELLO sono dal macellaio. Grido a voi piloti del Civ e di qualsiasi altro campionato, le nostre voci devono essere ascoltate, non le loro. Non fate ancora una volta finta di niente!”
VINCENZO BORGOMEO

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