26 Maggio 2005

Casini, le polemiche sui dati non servono e confondono i problemi

I dati dell?Istat? Parlano di un altro paese. Consumatori e sindacati attaccano l?istituto di statistica soprattutto riguardo alla dinamica delle retribuzioni e al potere di acquisto. Per il vicesegretario dell`Ugl, Renata Polverini, il rapporto Istat esprime un «paradosso». «Il presidente dell`Istat – incalzano Adusbef e Federconsumatori – dovrebbe essere il primo a fare mea culpa per aver fotografato negli anni scrosi nelle statistiche edulcorate di un paese irreale». Per l`Adoc l?Istat «ancora non fotografa appieno le grandi difficoltà delle famiglie, anche del ceto medio, ormai costrette all`indebitamento». E il Codacons accusa: «Se gli statali e i dipendenti in genere acquistassero solo i beni inseriti nel paniere dell`Istat allora i dati avrebbero un senso. Ma siccome ogni giorno i lavoratori sono in guerra con il carrello della spesa, per un`inflazione reale che si aggira tra l`8 e il 9%, questi dati fanno ridere i polli». «Il presidente dell`Istat si accorge dello stato di profonda crisi nel quale versa il Paese» ha commentanto il presidente dell`Eurispes, Gian Maria Fara. «È stata una conversione faticosa e difficile. Per tre anni, con spirito missionario, umilmente, ma con costanza e tenacia, abbiamo cercato di convincerlo dello stretto legame tra la percezione e la realtà». Dal presidente della Camera, Pierferdinando Casini, arriva, però, un richiamo alla sobrietà. «È interesse di tutti – ha detto alla presentazione del rapporto – porre l`Istat nelle condizioni di svolgere la sua missione istituzionale al riparo dalle dispute pretestuose. Se le divergenze sulle questioni di sostanza si trasformano in polemiche sui dati o, peggio ancora, su chi ha il dovere di fornirli, l`effetto sicuro – ha affermato – è di confondere i problemi reali e di allontanare le soluzioni».

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