Casi sospetti, sospensioni e indagini A Modena è bufera su Cardiologia
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fonte:
- Il Resto del Carlino
MODENA DUE ESPOSTI in Procura, decine di casi di presunta malasanità sui quali si chiede di fare chiarezza, un medico sospeso e, infine, lo stop ad alcuni interventi ‘ innovativi’ che dal 2009 si facevano senza, però, i necessari protocolli. Siamo a Modena, nella città della sanità da manuale, delle eccellenze in ogni campo. Proprio qui una bufera senza precedenti si è abbattuta sul reparto di Cardiologia del Policlinico che, nella pagella ‘ virtuale’ della Regione, si è beccato parecchie insufficienze. A partire dalla mancanza di «collaborazione multidisciplinare», per arrivare al consenso informato «inadeguato». A ROMPERE il silenzio e a sollevare dubbi sull’ operato dei medici del reparto, in particolare del laboratorio di Emodinamica, è stata l’ associazione ‘ Gli amici del cuore’ capitanata da Giovanni Spinella, che ha inviato una lettera alla Regione. Avevano avuto il sentore che qualcosa, in quelle sale operatorie di via Del Pozzo, fosse cambiato. E la Regione ha dato loro ragione. La commissione ad hoc messa in campo da Lusenti ha stilato una relazione dove ha parlato di varie «criticità». Tra queste, la più grave sembrerebbe «l’ esecuzione di procedure endovascolari extracardiache senza il coinvolgimento di chirurghi vascolari e di radiologi». A ciò si aggiunge, «un approccio terapeutico eccessivamente intensivo». Parole pesanti che dal Policlinico hanno più volte minimizzato da quando la questione è esplosa, il 22 marzo scorso. La professoressa Maria Grazia Modena, direttrice del reparto, ha detto che la relazione era stata male interpretata, che la Regione «non criticava ma dava suggerimenti». Ha difeso a spada tratta il suo operato e anche il direttore generale, Stefano Cencetti, per giorni ha continuato a dire che tutto andava bene. Poi, a sorpresa, una settimana fa la decisione da parte della stessa direzione di sospendere un medico, il dottor Giuseppe Massimo Sangiorgi, coordinatore del laboratorio «incriminato» dal suo ruolo (decisione alla quale sono seguite le dimissioni). E, a ruota, la decisione di bloccare l’ attività contestata fino a quando non verranno messi a punto i protocolli mancanti. «Ci stiamo lavorando, abbiamo già preso contatti con altre strutture ospedaliere», ha detto Cencetti. Ma i provvedimenti non sono bastati per fermare le polemiche e l’ «emorragia» di casi finiti in Procura. E’ di pochi giorni fa il secondo esposto portato per mano del Codacons. Si tratta di un elenco di decessi e di persone rimaste invalide a seguito di complicanze durante quelle operazioni ora sospese. DAL POLICLINICO continuano a ribadire che, al di là di problemi «organizzativi» non «c’ è nessuna colpa medica», sicuri che i rilievi daranno loro ragione. Il responso spetta alla Procura che ha messo in campo i Nas: già acquisite 4 cartelle cliniche. Ma le ‘ grane’ non sono finite. Nuovi presunti casi di malasanità gettano ombre anche sull’ operato del reparto prima del 2009 e degli interventi contestati. Segno che, «i problemi in Cardiologia vanno oltre il dottor Sangiorgi», dice Fabio Galli del Codacons. L’ ultimo caso è spuntato ieri. «Mio padre si era rivolto al pronto soccorso nel 2004 e lo avevano mandato in Cardiologia. Lì – racconta il figlio – gli avevano diagnosticato un infarto e lo avevano operato di conseguenza. Ma, in realtà, aveva un aneurisma all’ aorta, problema che l’ intervento ha solo contribuito a peggiorare. Ha perso cinque dita dei piedi, andate in cancrena e ha avuto un blocco ai reni dovendo fare due anni di dialisi. Io vorrei solo che queste cose non succedessero più a nessuno».
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