30 Marzo 2019

Caserma Triggiani Allarme del Codacons

La vicenda sollevata dalla Gazzetta del Sud sulla vendita della caserma Triggiani e la mancata attribuzione, da parte della Soprintendenza, di valore storico alla struttura che pure ospitava l’ antico convento di Santa Chiara non passa inosservata. È il Codacons a intervenire, già in passato aveva lanciato l’ allarme, rivolgendosi al ministero dei Beni culturali e alla deputazione cittadina. Il vicepresidente Francesco Di Lieto parte dalla risposta che Invimit, la società che ha acquistato l’ immobile, ha fornito al Codacons alla richiesta di accesso agli atti formulata dall’ associazione: “Il ministero per i Beni e le attività culturali ha comunicato l’ insussistenza di profili di interesse culturale inerenti l’ immobile”. Ad avviso del vicepresidente si tratta di «uno schiaffo per la storia cittadina. Un immobile che ha portato nelle casse della Provincia di Catanzaro ben 14 milioni e centomila euro». Del resto, l’ ex monastero di Santa Chiara non solo è costituito da ottomila metri quadrati incastonati in pieno centro, ma va considerato il luogo, tra via Trieste, piazzale Regina Margherita, via Principe Umberto, villa Trieste. «Praticamente un vero affare, soprattutto per Invimit» afferma Di Lieto. Ciò che il Codacons contesta è proprio il parere che nega, categoricamente, qualsivoglia valore storico-culturale al complesso «e finisce per umiliare un pezzo di storia di Catanzaro, che in questi giorni viene distrutto nell’ indifferenza generale». Per questo l’ associazione si appella al ministro e all’ intera deputazione cittadina, esigendo chiarezza in merito alle decisioni assunte dalla Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici della Calabria. «Chiediamo – spiega Di Lieto – l’ immediata attivazione di un procedimento per la verifica dell’ interesse culturale ai fini dell’ eventuale applicazione della disciplina di tutela prevista dalla legge 42/2014». Secondo l’ associazione dei consumatori il parere avrebbe trascurato aspetti di fondamentale importanza. Il Codacons si rivolge anche al Fai (Fondo ambiente italiano) affinché verifichi i presupposti per un intervento a tutela di un enorme patrimonio culturale e decida di intervenire per preservarlo. Nel mirino il parere del Mibacche ha ritenuto insussistentiprofili d’ interesse culturale.

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