15 Febbraio 2019

Case & voti, tutti a giudizio In 40 compariranno in aula

ci sono anche monosi, pasqualini e torricelli. processo al via l’ 8 aprile
l Politici, dirigenti, funzionari comunali. Tutti a processo per aver fatto parte della presunta cricca che, per anni a Lecce, avrebbe gestito l’ assegnazione degli alloggi popolari come una faccenda privata o personale nel capoluogo salentino. Ora per un voto, ora per un favore personale. Il gup Edoardo D’ Am brosio ha spedito sotto processo 40 dei 47 imputati (in sei hanno scelto l’ abbreviato, una posizione è stata stralciata) coinvolti nell’ inchiesta sfociata il 7 settembre in un maxi blitz che ha scosso la politica leccese. Stiamo parlando dell’ ex assessore al bilancio Attilio Monosi; dell’ ex consigliere comunale pd Antonio Torricelli; il già assessore e addetto all’ ufficio Casa del Comune di Lecce dal 2004 al 2012 Luca Pasqualini. Sotto processo finiscono anche l’ ex consigliere comunale Damiano D’ Autilia; Nun zia Brandi, l’ ex consigliera comunale di Forza Italia ed ex assessore alle politiche sociali, politiche educative, pubblica istruzione, sport; gli ex dirigenti comunali Lillino Gorgoni e Giuseppe Naccarelli oltre ai funzionari dell’ ufficio casa Piera Perulli; Paolo Rollo. In aula, davanti ai giudici della seconda sezione penale a partire dall’ 8 aprile, non ci saranno solo gli imputati (con i rispettivi difensori) e i pm. Prenderanno posto anche le parti civili: il Comune di Lecce per i danni d’ immagine; il Codacons; Arca Sud (con l’ avvocato Anna Grazia Maraschio) ma anche e soprattutto Piero Scatigna, il cittadino che ha trovato il coraggio di denunciare il malaffare dietro all’ assegnazione degli alloggi alla Guardia di Finanza fornendo il via alle indagini e, per questo motivo, vittima di una spedizione punitiva. Ha de positato una richiesta di risarcimento di di 25mila euro. Voti in cambio di un tetto, dunque. L’ emer genza abitativa come serbatoio per la politica; un comitato d’ affari costituito da colletti bianchi in accordo con il “comitato degli abusivi.” A braccetto e a stretto contatto all’ ombra dei palazzi della periferia e del potere. Insieme per realizzare e consolidare la cricca che avrebbe gestito l’ assegnazione degli alloggi popolari nella zona della 167. C’ è il caso (per il quale è indagato anche il senatore della Lega Roberto Marti la cui posizione è stata stralciata) di un’ abitazione confiscata alla mafia e destinata alla famiglia del fratello di un boss della Scu leccese. Un IL GIUDICE Il rinvio a giudizio è stato disposto dal gup Edoardo D’ Ambrosio alle comunali del 2012 che alle regionali del 2015 avrebbe promesso la sanatoria delle occupazioni abusive con un’ apposita legge provvedendo ad intervenire direttamente per bloccare o a volte sospendere l’ esecuzione delle procedure di sgombero degli alloggi Iacp. Un ruolo di primo piano ribadito anche dai giudici del Tribunale del Riesame. Per nulla secondario sarebbe stato il ruolo di Antonio Torricelli. Il “vecchio” esponente del Pd si sarebbe attivato a creare una graduatoria parallela e antagonista a quella ufficiale rafforzando il controllo del bacino elettorale sponsorizzando una precisa candidatura per le elezioni regionali. Al momento i principali imputati sono sempre ai domiciliari nonostante martedì la Cassazione abbia annullato l’ or dinanza del Riesame per un difetto di motivazione. meccanismo illecito, in realtà, ben oliato in cui ogni pedina avrebbe agito mossa dai propri interessi: chi, per accaparrarsi una casa senza averne i requisiti; chi, un voto, una poltrona a Palazzo Carafa o favorire candidati autorevoli per le Europee del 2015 con la complicità di galoppini al soldo della politica. I colletti bianchi avrebbero dato una “veste legale” al sistema di illecita gestione degli alloggi di edilizia residenziale, in particolare per l’ assegnazione degli alloggi parcheggio di proprietà comunale. Nevralgico si sarebbe rivelato il ruolo dell’ ex assessore Monosi. Sarebbe stato il referente dei comitati abusivi ai quali nelle campagne elettorali relative sia.

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