12 Gennaio 2013

Case, prezzi in caduta libera: calo del 3,2%

Case, prezzi in caduta libera: calo del 3,2%

        

Michele Di Branco Roma. I costruttori garantiscono che non si tratta dello scoppio di una bolla speculativa. «Colpa del crollo dei mutui, dell’ incertezza economica e dell’ Imu», dice il presidente dell’ Ance Paolo Buzzetti. Ma i numeri parlano comunque di un crollo verticale dei prezzi delle case. Secondo i dati preliminari dell’ Istat, nel terzo trimestre, l’ indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie italiane, sia per scopi abitativi che per investimento, ha fatto registrare una diminuzione dell’ 1,1% rispetto al trimestre precedente e del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2011. E c’ è da considerare che il calo tendenziale, nel terzo trimestre, è il terzo consecutivo registrato nel 2012, dopo il -0,2% del primo trimestre e il -2,1% del secondo. Le statistiche dicono che la forte diminuzione dei prezzi non si è distribuita in modo uniforme ma ha risparmiato le case più moderne. In particolare, nel terzo trimestre i prezzi delle abitazioni nuove sono diminuiti dello 0,2% sul trimestre precedente e sono addirittura aumentati dell’ 1,9% rispetto allo stesso periodo del 2011. I prezzi delle abitazioni più antiche, invece, sono diminuiti dell’ 1,6% su base congiunturale e del 5,4% su base annua. Tuttavia, la crescita, su base annua, dei prezzi delle abitazioni nuove è rallentata rispetto a quanto registrato nel secondo trimestre (+2,8%). Mentre si è accentuata la diminuzione dei prezzi delle abitazioni esistenti, considerato il calo tendenziale del 4,1% registrato nel secondo trimestre. In media, nei primi tre trimestri dell’ anno in corso, i prezzi delle abitazioni sono diminuiti dell’ 1,8% rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente, sintesi di un aumento del 2,7% dei prezzi delle abitazioni nuove e di una diminuzione del 3,7% dei prezzi di quelle esistenti. Nei primi tre trimestri del 2012 si è registrata, in media, una flessione dell’ indice complessivo dell’ 1,8% rispetto allo stesso periodo del 2011, con variazioni dei prezzi delle abitazioni nuove ed esistenti rispettivamente pari a +2,7% e -3,7%. «Le famiglie sono sull’ orlo del fallimento e tassate dall’ Imu vogliono vendere le loro case, ma per le stesse ragioni non trovano chi le vuole comperare», osserva il Codacons. Mentre secondo Federconsumatori «i prezzi sono ancora troppo alti ed i mutui sono impossibili da sostenere». Il Direttore generale dell’ Abi, Giovanni Sabatini rilanciando l’ ipotesi di un tavolo di lavoro con il ministero dello Sviluppo Economico, l’ Ance e la Cassa Depositi e prestiti «per riattivare il circuito dei prestiti a medio e lungo termine». La discesa dei prezzi è frutto, nei ragionamenti sviluppati da Confedilizia, del peso delle imposte. In particolare, si fa notare che nel 2012 il governo ha ridotto dal 15 al 5% la deduzione delle spese per i redditi da locazione ai fini Irpef. Risultato: con il crollo della domanda vanno a picco anche i prezzi. Ma questo elemento non fa certo vendere di più. Secondo le elaborazioni realizzate da Confedilizia, nel corso del 2012 le compravendite sono diminuite del 30% rispetto all’ anno precedente bruciando 10 miliardi di euro con un calo che si spinge fino al 35%. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
        

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