15 Febbraio 2019

Case popolari, 40 a processo Ci sono anche Pasqualini Monosi, Torricelli e Gorgoni

il processo in aula si aprirà l’ 8 aprile. ha scelto l’ abbreviato l’ ex segretario generale specchia
Tutto in una udienza. Il giudice Edoardo D’ Ambrosio ha stabilito che dovranno essere i processi a dire se è vero che a Palazzo Carafa fra il 2012 ed una parte del 2017 abbia regnato un sistema che avrebbe consentito agli amministratori ed ai tecnici di assegnare a loro discrezione le case popolari, ponendo come condizione il voto ai candidati volta per volta indicati. Ci sarà il processo. Per 40 imputati. Dibattimento in aula al via l’ 8 aprile davanti ai giudici della seconda sezione penale, per i 34 imputati che hanno scelto il rito ordinario. Ci sono tutti i politici ed i tecnici coinvolti nell’ inchiesta condotta dai pubblici ministeri della Procura di Lecce, Massimiliano Carducci e Roberta Licci, con gli investigatori del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza: chi come gli ex assessori Attilio Monosi e Luca Pasqualini, l’ ex consigliere comunale Antonio Torricelli ed il dirigente Pasquale Gorgoni, si trovano agli arresti domiciliari dal 7 settembre. Ed anche Damiano D’ Autilia, ex consigliere comunale; Nunzia Brandi, ex assessore allo Sport e poi alla Pubblica Istruzione. Ed i dirigenti comunali Giuseppe Naccarelli, Paolo Rollo e Giovanni Puce, con i funzionari Piera Perulli e Sergio De Salvatore. Rito abbreviato, e dunque, riduzione di un terzo della pena in caso di condanna, per Umberto Nicoletti e Nicola Pinto accusati del pestaggio dell’ assegnatario di un alloggio popolare che presentò denuncia alla Guardia di finanza per mettere in luce la cupola: udienza secca il 20 febbraio. Abbreviato anche per Vincenzo Specchia, ex segretario generale di Palazzo Carafa. E per Serena Cervelli e Sergio Marti. Stesso rito per Ilaria Decimo, dirigente della Croce Rossa: per loro la data del processo sarà fissata nell’ udienza del 20 febbraio. Per altri tre imputati è stato necessario uno stralcio, poiché nella giornata di ieri c’ era la concomitanza dell’ udienza in Corte di Cassazione per opporsi alla decisione del Tribunale del Riesame di accogliere le richieste di arresti domiciliari avanzate dalla Procura: si tratta di Monica Durante, definita nelle carte dell’ inchiesta un collettore di voti, nonché di Diego Monaco ed Andrea Santoro. Anche per loro il giudice deciderà il 20 febbraio. Hanno invece chiesto la messa alla prova Roberta Murra e Fabio Freuli, mentre Luisa Martina una perizia sulle capacità di stare in giudizio. L’ udienza preliminare di ieri ha anche definito le costituzioni di parte civile: sono state accolte le richieste del Comune di Lecce (con gli avvocati Anna De Giorgi e Laura Astuto), Arca Sud (Anna Grazia Maraschio), il Codacons (Cristian Marchello) e del denunciante picchiato (avvocato Angelo Terragno). Dunque la gran parte dei 29 capi di imputazione dell’ inchiesta saranno vagliati nel processo in aula. A cominciare dall’ accusa più grave: quella di associazione a delinquere finalizzata ad una serie di reati contro la pubblica amministrazione, come corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, corruzione elettorale, tentata concussione, abuso di ufficio e falso, contestata a Monosi, Pasqualini, Torricelli, Naccarelli, Gorgoni, Perulli, Rollo, Puce, Diego Monaco, Monica Durante e Monia Gaetani. Il sistema è quello vagliato dal giudice per le indagini preliminari Giovanni Gallo nell’ ordinanza di custodia cautelare ed in seguito sia dal Tribunale del Riesame che dalla Corte di Cassazione (per Monosi, Torricelli e Gorgoni martedì è stato disposto l’ annullamento dei domiciliari, con rinvio al Riesame per una nuova valutazione). Ed ora toccherà ai processi dire se l’ emergenza abitativa sia stata presa al volo da chi non si sarebbe fatto scrupoli ad offrire una casa ponendo come condizione la certezza del voto alle urne. Il sistema sarebbe stato articolato con la possibilità di intervenire a diversi livelli: bloccando gli sgomberi e le nuove assegnazioni, ad esempio. Facendo risultare appositamente situazioni di emergenza. Cercando sponda alla Regione per chiedere il varo di una legge a favore degli abusivi. E creando una graduatoria parallela. Un sistema che a diversi livelli avrebbe coinvolto 47 persone. Anche i collettori di voti, ossia i capi-popolo che avrebbero messo sui piatti della bilancia i voti in cambio delle case. Questo il fronte dell’ accusa. Ora la verità la dovranno sancire i processi.
erasmo marinazzo

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