17 Aprile 2020

Case di riposo, esposto del Codacons alla Procura di Udine

`l’ associazione: «la magistratura estenda le indagini anche alle strutture friulane diventate focolai del virus»
L’ ESPOSTO UDINE Anche sulle case di riposo friulane divenute focolaio del coronavirus «si estendano le indagini della magistratura». A chiederlo, all’ indomani della notizia dei controlli dei Nas, il Condacons che ha presentato un esposto in Procura a Udine, invitando a procedere per il reato di «epidemia e omicidio plurimo doloso con dolo eventuale». «Quanto accaduto nelle strutture di Paluzza, San Giorgio di Nogaro, Mortegliano e Lovaria di Pradamano non può ritenersi una epidemia casuale», sostiene l’ associazione dei consumatori. E prosegue in una nota: «Anziani, persone invalide, non autosufficienti, i più fragili tra i fragili che avrebbero dovuto essere al sicuro, sono venuti a contatto col virus che, in molti casi, ha aggravato le loro condizioni conducendoli alla morte, con i luoghi di assistenza che si sono trasformati in pericolosissimi focolai di morte certa». Per tale motivo il Codacons ha chiesto, come si legge nella nota, di «arrestare e perseguire penalmente» chi dovesse eventualmente essere riconosciuto risponsabile «dei contagi e dei decessi avvenuti nelle Rsa a causa dell’ incapacità nella gestione dell’ emergenza – siano essi soggetti pubblici o privati – per la mancata adozione di tutti i provvedimenti previsti per affrontare l’ emergenza coronavirus (mancanza di dispositivi di rianimazione, ventilatori, tamponi, mancato screening mediante tampone, mancanza di mascherine e altri presidi sanitari, mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro)». «In base al nostro ordinamento il dolo eventuale si verifica quando un soggetto pone in essere un comportamento accettandone i rischi e le conseguenze che, seppur non volute, appaiono possibili», afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi. LA SITUAZIONE Dopo il decesso dell’ 83enne Armando Delli Zotti avvenuto mercoledì, gli anziani accolti ora alla casa di riposo di Paluzza sono attualmente 109, dei quali 67 positivi; una persona è ancora ricoverata presso l’ Ospedale di Udine. Oggi verranno effettuati nuovamente i tamponi sugli ospiti negativi (42) e sui dipendenti, sia i negativi (oltre 75) che i positivi al termine del periodo di quarantena, che effettueranno due tamponi di controllo. «Le condizioni generali degli ospiti sono stabili ha fatto sapere la direzione della struttura -. Sono sotto particolare osservazione due persone». Ieri è rientrata in isolamento domiciliare anche la responsabile assistenziale, risultata positiva e ricoverata all’ Ospedale di Udine per qualche giorno. Quotidianamente poi la presidenza sta garantendo i contatti telefonici ed effettua direttamente una parte delle videochiamate con i parenti. La presidenza della Asp Chiabà di San Giorgio di Nogaro si stringe accanto ai familiari delle ultime due vittime ospiti della struttura, Norma Chiabà di 92 anni deceduta ieri e Rita Taverna, 82 anni. «Ci dispiace constatare che questi tragici avvenimenti giungano proprio nel momento in cui le guarigioni di alcuni ospiti testimoniano lo splendido lavoro svolto da tutto il personale ha spiegato il presidente Ivan Franco -. Rispetto alle precedenti comunicazioni, attualmente restano isolati nel reparto covid-19 9 anziani. Restano in isolamento domiciliare solo 4 operatori». IL NAS Intanto i carabinieri del Nas di Udine e di Treviso hanno sequestrato oltre 150 kit utilizzati per il prelievo siero-ematico. I prodotti, usati per effettuare test di positività al Covid-19, erano stati importati dall’ Asia senza mai essere stati notificati al Ministero della Salute. A quanto si è appreso, nel mirino dei militari dell’ Arma, è finita un’ azienda della provincia di Udine che aveva fatto i test sierologici in un’ azienda di Monfalcone con dei kit presi in Cina senza registrarli nel sito ministeriale © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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