15 Agosto 2016

Case di montagna, ridotte le bollette

Case di montagna, ridotte le bollette

CIMOLAIS Esito soddisfacente per un gruppo di cittadini di Torino, originari di Cimolais e dintorni, dal giudice di pace di Pordenone. L’ argomento è l’ aumento delle bollette dell’ acqua, deciso dall’ Ambito territoriale nel 2015 e applicato dalla società Hydrogea l’ anno scorso. Chiunque, anche i titolari di case sfitte o di immobili non residenziali e non accatastati, si è visto addebitare 150 euro all’ anno di consumi forfettari. Con retroattività per gli anni pregressi. Nei giorni scorsi, grazie alla mediazione del giudice Raffaella Garofalo, Hydrogea ha tagliato della metà l’ importo dovuto da alcuni emigranti che avevano citato in giudizio l’ azienda di gestione del servizio idrico. Il conguaglio da 150 euro all’ anno viene giustificato dalla necessità di far pagare l’ acqua anche alle genti di montagna, dove gli edifici per decenni sono stati privi di contatore. Gianluca Bressa, un cimoliano doc ma residente a Torino, si è ribellato al nuovo sistema di calcolo e ha di fatto obbligato la società pubblica a un dietrofront. Alla sua causa, promossa insieme ai legali del Codacons, si sono associate altri 29 persone, residenti in Piemonte ma non solo. La società ha di fatto riconosciuto un abbuono della somma dovuta, riducendola a metà. La transazione riguarda le annate comprese tra il 2010 e il 2015 ma avrà effetti solo per chi ha aderito al processo: significa che quanti hanno preferito pagare subito non avranno diritto a rimborsi. Si tratta infatti di un accordo stragiudiziale nel quale Hydrogea ha comunque ribadito la piena validità delle tariffe applicate. La convenzione stipulata davanti al giudice di pace con il gruppo di emigranti pare destinata, dunque, a far scoppiare nuove polemiche. Tante le storie legate all’ improvviso incremento forfettario dei consumi. C’ è chi ha già acquistato il contatore dell’ acqua, rimasto però a marcire negli scantinati del Comune. Altri hanno annunciato di aver lasciato i rubinetti aperti delle seconde case per utilizzare le migliaia di metri cubi addebitati in bolletta. Infine i casi eclatanti di stalle, stavoli, capanni per attrezzi ed edifici non registrati al catasto ma comunque dotati di una presa idrica. Secondo la norma tutti devono sottostare alla stangata sino a che non avranno installato un lettore dei consumi. L’ acqua è il comun denominatore di un altro fronte caldo in Valcellina. Pochi giorni prima della decisione del giudice Garofalo, il collega Alessio D’ Andrea ha dato ragione a un allevatore di Claut, condannando la Regione a risarcirlo: motivo del contendere i danni subiti negli anni dalle continue esondazioni del torrente Varma, con conseguenti tour de force per Sacile e Vittorio Veneto pur di poter lavorare. Anche in questo caso, come per quello delle bollette, la decisione potrebbe spingere altri valcellinesi a inoltrare carte bollate. Al momento Regione, ambito territoriale e società di gestione del Fvg non hanno chiarito quanti siano i morosi nel saldo 2015 e quindi i potenziali ricorrenti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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