20 Giugno 2013

Cascio interrogato per oltre due ore

Cascio interrogato per oltre due ore

FRANCESCO CASCIO, ex presidente dell’ Ars e deputato del Pdl: «Sono tranquillo. Spero di aver dato il mio contributo per chiarire questa vicenda e soprattutto la mia posizione». Lo ha detto l’ ex presidente dell’ Ars interrogato per oltre due ore dai pm Gaetano Paci e Alessandro Picchi, in merito all’ inchiesta che lo vede indagato per finanziamento illecito ai partiti. «Credo di avere tolto ogni ombra da questa accusa – ha spiegato – ho presentato tutta la documentazione relativa alle fatture del 2008 della campagna elettorale. Ho pagato a società riconducibili a Giacchetto per 12 mila euro. Non c’ è altro. Sono amico di Giacchetto da vent’ anni non rinnego un’ amicizia così longeva solo perché adesso è in disgrazia». NINO DINA, presidente della commissione Bilancio dell’ Ars, deputato regionale dell’ Udc: «Sono estremamente sereno rispetto alla eco che l’ indagine sulle spese elettorali sta avendo, atteso il coinvolgimento di politici, burocrati e uomini delle istituzioni. Ribadisco la mia totale estraneità e sono fiducioso sul buon esito delle indagini che gli organi preposti stanno conducendo. Non ho ricevuto alcunchè da Giacchetto né tantomeno ho profittato del mio ruolo pubblico per favori e utilità». GASPARE VITRANO, ex deputato regionale Pd: «Posso giustificare tutte le spese elettorali. Ho portato le fatture da 3.700 euro con cui ho pagato le società riconducibili a Giacchetto per i servizi della campagna elettorale. Sono assolutamente sereno e non ho nulla di cui preoccuparmi». Vitrano, che assieme al suo legale Vincenzo Lo Re è arrivato al palazzo di giustizia di Palermo per essere interrogato dal pm Maurizio Agnello nell’ ambito dell’ inchiesta, in cui è indagato per finanziamento illecito, è pure sotto processo in un’ altra inchie sta con l’ accusa di corruzione. Il Codacons intende costituirsi parte civile in relazione allo scorretto uso dei fondi pubblici all’ interno della Regione siciliana: «Il quadro che sta emergendo – si legge in una nota – rappresenta una questione che ci coinvolge in modo rilevante in qualità di associazione che si batte per la difesa dei diritti degli utenti e dei consumatori. Per anni un comitato d’ affari ha pilotato gli appalti dei grandi eventi in Sicilia, attraverso la corruzione di politici e dirigenti pubblici, emettendo fatture per operazioni inesistenti. L’ organizzazionespiega l’ associazione – si sarebbe appropriata anche di fondi comunitari destinati al finanziamento di progetti per la formazione professionale. E’ di innegabile evidenza che questi illeciti sono stati fonte di un gravissimo danno erariale a discapito dei cittadini siciliani. Per tale motivo i siciliani, attraverso la costituzione di parte civile del Codacons, potranno chiedere un adeguato risarcimento per i danni subiti». RITA BORSELLINO, europarlamentare: «Una vergogna che risulta ancora più intollerabile se si pensa alle migliaia di giovani disoccupati a cui è stata rubata un’ opportunità di lavoro». Così Rita Borsellino, deputato del Parlamento europeo, commenta l’ inchiesta della Procura di Palermo che ha portato alla luce una maxi frode nel settore della formazione professionale ai danni della Regione Sicilia. Nell’ inchiesta, che ha portato all’ arresto di 17 persone, risultano indagati diversi politici. Questo scandalo – spiega – è l’ ulteriore dimostrazione di come il settore della formazione vada profondamente riformato, a partire tanto dagli enti quanto dalla trasparenza nella gestione dei fondi pubblici da parte della politica e delle istituzioni. Una riforma la cui strada è ancora in salita».4.
 
 

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