7 Febbraio 2017

Cascina, tutto prescritto a 14 anni dagli arresti In due assolti per falso

Cascina, tutto prescritto a 14 anni dagli arresti In due assolti per falso

BARI. Se la macchina della giustizia è lenta al punto che la sentenza di secondo grado giunge 14 anni dopo gli arresti, c’ è poco da meravigliarsi se tutto o quasi, è ormai cancellato dal tempo. Quando poi per quel poco che resta, interviene pure un’ assoluzio ne nel merito, verrebbe quasi da dire molto rumore per nulla. La Corte di Appello di Bari ha dichiarato la prescrizione di tutte le accuse di truffa e frode in pubbliche forniture, assolvendo comunque nel merito per il reato di falso. Il processo, 17 gli imputati, è quello a carico dei vertici romani e baresi e dei fornitori della cooperativa La Cascina, accusati di aver servito cibi di pessima qualità, a volte scaduti e avariati, agli ammalati del Policlinico di Bari, agli alunni di scuole baresi e agli studenti dell’ università. I fatti contestati risalgono a 16 anni fa. L’ indagine condotta dai Carabinieri del Nas, coordinata dalla Procura di Bari, sfociò nell’ aprile 2003 con l’ arresto di 8 indagati. In primo grado il Tribunale di Bari (settembre 2010), aveva condannato 17 imputati (su 32) a pene comprese fra i 2 anni e mezzo e i sei mesi. Nel processo d’ appello, invece, i giudici hanno assolto «perché il fatto non sussiste» da un’ ac cusa di falso Salvatore Menolascina (coinvolto nell’ inchiesta «Mafia capitale») ed Emilio Roussier Fusco, all’ epoca rispettivamente amministratore di fatto e responsabile commerciale della sede barese della Cascina, e hanno dichiarato la prescrizione per gli altri reati contestati a loro due e agli altri 15 imputati, tra dirigenti e fornitori della cooperativa. Confermate, però, le statuizioni in favore di Comune di Bari, Asl, Adisu, Codacons, Adoc e Federconsumatori, costituiti parte civile. «Si chiude con assoluzioni e prescrizioni – ha commentato l’ av vocato Francesco Paolo Sisto, difensore di Menolascina e Fusco una vicenda che alla fine si è rivelata più di interesse mediatico che giudiziario». [g. l.]
 

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