Casamonica da Vespa, bufera sulla Rai
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
protestano antimafia, pd, m5s e sel. il campidoglio pretende le scuse. vola lo share di “porta a porta” che invita sabella
di Gabriella Cerami wROMA Commissione Antimafia, Vigilanza Rai, sindacato della tv pubblica, Pd, Sel, M5S e Codacons: tutti contro Bruno Vespa. La puntata di “Porta a Porta”, andata in onda martedì sera, con in studio i familiari di Vittorio Casamonica, ha scatenato una vera e propria bufera. La sostanza delle critiche è la seguente: uno spettacolo «vergognoso» e «offensivo» che non «c’ entra nulla con il servizio pubblico». Ma Vespa si difende così: «Quando Enzo Biagi intervistò Michele Sindona e Salvatore Buscetta non c’ erano le vittime, ma nessuno protestò. Biagi è stato trattato meglio di me, lasciatemi fare il mio mestiere». Sta di fatto che la trasmissione andata in onda su Rai1 ha incassato ascolti da record (1 milione 340mila spettatori e uno share del 14.54), merito – o demerito – delle parole dei protagonisti. «Il funerale lo rifarei tale e quale», ha detto Vera, figlia di Vittorio. Nel salotto di Vespa, le tappe della vicenda sono state ripercorse passo passo. E infine: «Per noi lui era un re. Lui era un papà buono, assomigliava al Papa buono, che era Wojtyla». La levata di scudi è generale, tanto che Vespa ha organizzato una puntata straordinaria e riparatoria con l’ assessore di Roma alla Legalità, Alfonso Sabella. Anche il componente della Giunta capitolina tuttavia è molto critico: «Avete fatto folklore su un fatto gravissimo come la mafia a Roma. In tv non c’ era il dolore delle vittime. A Roma va restituita dignità». Le polemiche vanno avanti per tutto il giorno. Il commissario Pd a Roma, Matteo Orfini, attacca: «Offrire un palcoscenico ai Casamonica è stato un errore grave». Il componente della Vigilanza, Pino Pisicchio, si chiede: «L’ obiettivo è rincorrere lo share a qualunque costo o fornire un’ informazione pluralista orientata a valori quali legalità e democrazia?». Quanto successo non arriverà solo sul tavolo della Vigilanza Rai, ma presto approderà anche su quello della commissione Antimafia. La presidente Rosy Bindi fa sapere che proporrà di accogliere la richiesta di audire i vertici della Rai e dell’ ordine dei giornalisti. Sul blog di Beppe Grillo, poi, si parla di «oltraggio agli italiani» e si definisce la Rai «servizio pubblico paramafioso». Anche il Codacons insorge e chiede di rendere pubbliche le spese sostenute per la partecipazione dei Casamonica in studio. L’ Usigrai, il sindacato dei giornalisti, si rivolge alla dirigenza: «Chiediamo quali messaggi il servizio pubblico deve dare ai cittadini». Al momento vengono esclusi provvedimenti disciplinari, ma sanzioni potrebbero arrivare dall’ Ordine del Lazio che ha deciso di deferire i giornalisti coinvolti, Vespa compreso, al Consiglio di disciplina. Le diverse posizioni si riflettono nel Cda Rai, dove i più critici sono i consiglieri Guelfo Guelfi e Rita Borioni. Il primo osserva: «Porta a Porta è normalmente in seconda serata. Le fasce protette dormono e le fasce morbose fanno l’ indice d’ ascolto». Per Arturo Diaconale quelle di Vespa sono scelte giornalistiche e «il servizio pubblico non è la manifestazione della morale dominante fissata dalla cultura politicamente corretta». «Non spetta al Cda decidere se la decisione di Vespa sia opportuna o meno», sostiene Carlo Freccero, che avverte: «Niente censure preventive per favore». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
gabriella cerami
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