Casalinga risarcita di 175 mila euro dopo il crac Cirio
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fonte:
- La Nuova Venezia
Casalinga risarcita di 175 mila euro dopo il crac cirio
( Nuova Venezia, La del 28/03/2006 )
“Credit Suisse“ dovrà rifondare 158 mila euro a una casalinga del centro storico che aveva acquistato obbligazioni della Cirio e si era ritrovata senza un euro a causa del crack. Alla somma si dovranno aggiungere spese legali e interessi per 175 mila euro. Si legge nella sentenza firmata dal giudice Francesco Spaccasassi. La signora F.M. – difesa dall`avvocato Martina Zancan – può cullare il sogno di vedersi restituire i risparmi di una vita. Obbligazioni acquistate dalla donna in quattro pacchetti distinti tra il 14 gennaio e il 31 maggio 2002 per un investimento che avrebbe dovuto, almeno in parte, garantire una rendita dell`8 per cento annuo. “La signora si è rivolta a noi nel 2004, incapace di credere che tutti i suoi risparmi fossero davvero andati in fumo“ ricorda l`avvocato Zancan. “Ci sono voluti quasi due anni ma alla fine in primo grado di giudizio il Tribunale le ha dato ragione. E` stata infatti accolta tutta la nostra linea che dimostrava come il promotore finanziario non avesse fornito tutte le informazioni necessarie a una persona che di borsa non aveva alcuna nozione, cui si aggiunge la mancata consegna e sottoscrizione delle schede sui rischi. Di conseguenza la sentenza del 13 marzo dichiara la nullità degli ordini di acquisto“. In un periodo in cui fioccano le sentenze sui bond argentini e Parmalat in favore dei consumatori, il caso relativo alle obbligazioni della Cirio è stato colto con grande soddisfazione anche dal presidente regionale del Codacons. Franco Conte osserva come “si tratti di un elemento positivo nella tutela dei tanti consumatori che sono stati coinvolti in queste vicende. Una sentenza che dimostra come le banche potessero essere a conoscenza dello stato di crisi delle società coinvolte nei vari crack finanziari, Argentina compresa. Lo stesso Callisto Tanzi, in merito a Parmalat, lo ha ammesso. Ricordo ancora a coloro che non l`avessero ancora fatto, visto che i termini per i ricorsi sono agli sgoccioli, di inviare le raccomandate alle banche per la loro messa in mora, qualora si fossero trovati coinvolti negli acquisti di obbligazioni collegate ai vari crack“.
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