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3 Luglio 2015

Casa, prezzi giù tre punti in un anno Ma non si vende

Casa, prezzi giù tre punti in un anno Ma non si vende
edilizia il
presidente dei costruttori molto scettico «i mutui in ripresa? non ce ne
siamo accorti le imprese vendono solo per poter sopravvivere»

Gli ultimi dati Istat spiegano che i prezzi delle case continuano a calare in una tendenza confermata anche a Lecco da costruttori e immobiliaristi senza che ciò comunque serva a ridare impulso alle vendite. I prezzi scendono ininterrottamente da tre anni perché non c’ è domanda, in una spirale che sul territorio ancora non fa vedere miglioramenti. Secondo l’ Istat nel primo trimestre di quest’ anno il calo dei prezzi è stato di un altro 0,7% sul trimestre precedente e del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2014. Un crollo del 70% In pratica, rispetto al 2010 la diminuzione è del 13,7% in un fenomeno che riguarda sia le abitazioni già esistenti (che da sole hanno perso il 18,6%) sia quelle nuove che perdono l’ 1,5%. Stesso andamento nel primo trimestre di quest’ anno, in cui i prezzi delle case acquistate dalle famiglie per abitarci o come investimento hanno perso il 3,8% (per le case esistenti) e il 2% (le nuove). Quello del primo trimestre di quest’ anno è il diciottesimo calo che si registra di trimestre in trimestre e la causa di tutto, fanno sapere i consumatori di Codacons e anche Federconsumatori provinciale e lombarda, sta nella stretta delle erogazioni di mutuo casa da parte delle banche. Mutui che ora vengono segnalati in ripresa dalle banche ma che tuttavia, spiega Codacons, negli ultimi anni sono crollati di oltre il 70%. Il meccanismo ha fatto abbassare i prezzi ma per molti comprare casa resta un sogno. «Su Lecco – dice il presidente dei costruttori di Ance provinciale, Sergio Piazza – le compravendite non sono affatto ripartite. Sta accadendo che la mancanza di domanda fa calare i prezzi in un momento in cui le imprese alla fine decidono di vendere non più per guadagnare ma per sopravvivere». Fra le immobiliari di costruzione, dunque, poche riescono a vendere al prezzo stabilito. I più, spiega Piazza, hanno ridotto i loro margini «fino ad arrivare a perdere. Nel Lecchese – aggiunge – i prezzi sono calati ovunque, zone di pregio comprese anche se evidentemente mantengono livelli più alti che altrove». L’ andamento dei mutui, che le banche segnalano in ripresa, per il presidente di Ance resta un rebus. Valori assoluti «Le banche ci parlano di percentuali di ripresa elevatissime, ma conta capire il punto di partenza in valori assoluti, dopo le enorme perdite continue negli anni. Comunque, se c’ è ripresa dei finanziamenti sulla prima casa – afferma – noi non ce ne accorgiamo, anzi vediamo che il mercato, da quello che riferiscono i colleghi, è fermo a Lecco come nei Comuni limitrofi». L’ osservatorio statistico più affidabile di Ance rimane quello di Cassa Edile soprattutto nei dati delle ore lavorate. Per la prima volta nel primo trimestre di quest’ anno l’ emorragia di ore lavorate si è fermata, registrando un +0,6%. Il primo trimestre di quest’ anno si è chiuso con 303.000 ore lavorate in gennaio, 337.000 in febbraio e 385.000 in marzo. In tutto, 1.024.000 ore contro 1.018.000 totalizzate nello stesso trimestre dell’ anno scorso. «Un segnale – conclude Piazza – che il fondo è stato toccato e dopo quel livello minimo possiamo solo risalire. Ma negli anni la discesa è stata del 40%, perciò ora confidiamo, per avere conferma del miglioramento, nei nostri dati in arrivo per capire com’ è andata in questo secondo trimestre».

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