7 Settembre 2011

“Casa, lavoro, sanità”: l’urlo della Cgil contro la Finanziaria

 «Ora basta». Grida il popolo della Cgil nella giornata di sciopero generale. Ieri a Salerno 3mila persone, secondo la Questura, 10mila per il sindacato sono accorse da tutta la provincia per manifestare il loro dissenso non solo contro la manovra finanziaria ma anche contro un sistema che non sta garantendo futuro e crescita a "niente e nessuno". Il lungo corteo che ha dipinto di rosso le strade della città, fotografa l’ attuale situazione del mondo del lavoro: fabbriche in crisi, dipendenti pubblici in rivolta, giovani in cerca di occupazione. Nel serpentone umano numerosi gli striscioni delle tante vertenze che stanno attanagliando il sistema produttivo salernitano. C’ era anche qualche dirigente di Cisl e Uil. «Una bellissima risposta – il primo commento di Franco Tavella, segretario provinciale della Cgil – la più adeguata a coloro che hanno criticato l’ iniziativa e non hanno più fiducia nello sciopero. Per stare con i lavoratori bisogna fare questo e non i burocrati». Il segretario, come tutti, è rimasto colpito dalla presenza di studenti, anziani, donne e bambini che chiedevano il perché di tanta folla. Sventolavano le bandiere di Sel e Rifondazione. Non una del Pd. Quelle di Federconsumatori e Codacons. C’ erano dei braccianti marocchini della Piana del Sele. Diverse le associazioni aderenti. Tanti i cartelloni di protesta. Sembra che molti abbiano approfittato dell’ iniziativa della Cgil per esprimere la propria insoddisfazione verso la gestione economica e politica del Paese. I manifestanti lamentano il rischio che ha descritto lo stesso segretario Tavella: «La crisi economica sta per diventare una crisi sociale». Si muovevano nella folla anche le strisce tricolore sul petto dei primi cittadini di Giffoni Valle Piana, Bracigliano, Serre, Fisciano, Vietri sul Mare, Capaccio, Angri e Pollica. È stato anche il corteo della gente comune che mormorava «meno male che c’ è la Cgil che non ha paura di scendere in piazza». Un quartetto musicale in piazza Amendola ha fatto cantare a tutti l’ inno d’ Italia. C’ era il "fischietto anti manovra" e la bara dell’ Aser, una impresa venuta a mancare dopo soli dieci anni. Molti i cori, tra cui quello dei dipendenti dell’ azienda ospedaliera: «Casa, lavoro, sanità questa la nostra libertà». Tra i lavoratori in sciopero gli idraulico-forestali, quelli del pastificio Amato, Ispad Sud, Petti, Ex Ideal Standard, Improsta, La Doria, Salerno Energia, Salerno Pulita, Ex Penitenziaria, Ministero Cultura, Pellezzano Servizi, Fonderie Pisani, Alcatel, Crown, Paravia ascensori. Presenti tutte le sigle della Cgil. Quelle che balzavano all’ occhio per partecipazione erano quelle più colpite dalla manovra e quindi il pubblico impiego con scuola, sanità, trasporto pubblico locale e municipalizzate. Alla marea di scioperanti si è rivolto l’ accorato comizio di Tavella che ha denunciato il tentativo della manovra di spaccare il mondo del lavoro, l’ iniquità e l’ inadeguatezza della stessa. Sul palco anche il sindaco di Pollica Stefano Pisani che ha voluto ricordare Vassallo «senza fare solo chiacchiere come stanno facendo in molti ma qui dove si pretende lavoro e giustizia, come faceva lui». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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