Casa dello studente, nuove contestazioni
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fonte:
- Il Centro
L’ AQUILA. Morti Casa dello studente: prima udienza preliminare movimentata con schermaglie tra accusa e difesa. Intanto il pm Fabio Picuti ha avanzato nuove contestazioni per tre degli 11 imputati: Luca D’ Innocenzo, Luca Valente e Pietro Sebastiani. Sono 54 le parti civili. A Luca D’ Innocenzo , ex presidente dell’ Azienda per il diritto allo studio e al direttore, Luca Valente il pm rimprovera di non avere dato seguito alla prescrizioni dello studio di Abruzzo Engineering sulla criticità della struttura. Al responsabile tecnico Pietro Sebastiani è contestato il mancato sgombero o la mancata di richiesta di far sgomberare la struttura. Sulla integrazione di questa accusa deciderà il gup in occasione della prossima udienza il 12 giugno. IMPUTATI MORTI. Forse il motivo principale delle schermaglie è stata la richiesta di rinvio a giudizio per le quattro persone già decedute che secondo gli avvocati è una assurdità. Le difese hanno chiesto la nullità del capo di imputazione proprio per questo motivo ma è stata respinta dal giudice. Il pm Fabio Picuti (che si appresta a chiedere il non luogo a procedere per i 4 defunti), ha spiegato la decisione con la necessità di un capo di imputazione più comprensibile anche a fini di chiarire le responsabilità del crollo della struttura (che causò otto morti) in tutte le direzioni. Ma alcuni avvocati, come Massimo Carosi , hanno parlato con toni ironici di «clima surreale» precisando che la richiesta di rinvio a giudizio non era stata notificata ai familiari dei morti. E’ stato quindi nominato un avvocato, Massimo Galasso , che di fatto li rappresenterà nel procedimento. Sotto accusa ci sono gli imputati Claudio Botta , Giorgio Gaudiano , Walter Navarra , Bernardino Pace , Carlo Giovani , Pietro Centofanti , Tancredi Rossicone , Massimiliano Andreassi , Pietro Sebastiani , Luca Valente e Luca D’ Innocenzo . LE PARTI CIVILI. Il giudice, Giuseppe Grieco , (al centro nella foto) ha ricevuto le 50 costituzioni di parte civile già individuate dalla procura cui se ne sono aggiunte altre: l’ Università, Codacons, Cittadinanzattiva e Arpana. Nella prossima udienza il gup deciderà quali di queste accogliere non senza avere sentito le contestazioni delle difese che criticano la presenza dell’ Ateneo in quella veste. I PM SODDISFATTI. Nonostante le bordate dei difensori degli undici imputati per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni gravi, i pm Alfredo Rossini e Fabio Picuti sono molto soddisfatti per la decisione del gup di andare avanti nonostante l’ istanza di rimessione in Cassazione per spostare altrove il procedimento. Infatti il dottor Grieco avrebbe potuto bloccare subito l’ udienza preliminare e rinviare in attesa della decisione della Cassazione. ROSSINI. Il pm Rossini ribadisce che non c’ è motivo di trasferire il procedimento. «Lo spostamento ad altri tribunali» commenta «potrebbe creare lì problemi organizzativi con perdite di tempo ma alla sentenza dobbiamo arrivare prima possibile per dare alla gente delle risposte. Io credo che qui il processo si potrebbe fare tranquillamente i giudici non sono nemmeno dell’ Aquila e pure i periti sono di fuori» I FAMILIARI. «No alla rimessione del processo». Il parere è unanime tra i familiari delle vittime che hanno preso parte ieri. «Vogliamo che il processo si faccia all’ Aquila» ha detto Anna Maria Cialente, mamma di Francesco Maria Esposito perchè è giusto che sia così. Ma anche se si dovesse fare fuori non abbiamo nessun problema». «Temiamo» ha detto Liliana Centofanti sorella di Davide, una delle vittimne «che le lotte che abbiamo fatto vengano vanificate da una giustizia non in grado di fare il suo corso. Ovviamente chi teme la sentenza ha paura».
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