21 Marzo 2015

Casa dello studente, appello il 22 aprile

Casa dello studente, appello il 22 aprile

di Giampiero Giancarli wL’ AQUILA Dissipati i timori di rischio prescrizione per uno dei processisimbolo del post-sisma riguardanti i crolli. La Corte d’ Appello, infatti, andando incontro alle richieste delle parti civili, con decreto del presidente di sezione, Fabrizia Ida Francabandera, ha fissato il processo di secondo grado per il 22 aprile in relazione al crollo della Casa dello Studente nel quale trovarono la morte otto giovani. In primo grado il giudice unico Giuseppe Nicola Grieco mandò condannati per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose quattro imputati. Furono inflitti 4 anni di reclusione a Bernardino Pace, Tancredi Rossicone, Pietro Centofanti (ex sindaco di Sulmona) ovvero i tecnici che si occuparono dei lavori di restauro nel 2000. Lavori che, secondo la tesi dell’ accusa, avrebbero indebolito ancora di più la già fragilissima struttura che venne realizzata negli anni Sessanta. A due anni e mezzo fu condannato Pietro Sebastiani, tecnico dell’ Azienda per il diritto agli studi universitari. Sempre in primo grado, con la medesima sentenza, furono assolti con formula piena Luca D’ Innocenzo, ex presidente Adsu, Luca Valente, già direttore Adsu, e dei tecnici che fecero lavori secondari, ovvero Massimiliano Andreassi e Carlo Giovani. Furono scagionati con «non luogo a procedere» anche Giorgio Gaudiano che negli anni Ottanta acquisì la struttura da un privato per conto dell’ Ateneo e Walter Navarra che fece lavori secondari. Lo stesso pm, in udienza, riconobbe che quasi tutte le persone poi assolte in questo procedimento non ci sarebbero nemmeno dovute entrare. Per contro, nel processo sarebbero dovute entrare delle persone che ben più degli stessi imputati sarebbero responsabili di quella tragedia ma sono morte alcuni anni fa o non sono in grado, per motivi di salute, di stare in giudizio. La Casa dello studente, dunque, se fosse stata realizzata bene in quel lontano 1965, avrebbe certamente resistito alla furia del terremoto anche perché era in cemento armato. Ora il processo d’ appello rimette tutto in gioco per i quattro condannati, i quali, tramite i loro legali, chiedono di essere assolti. Nel processo di appello sono presenti anche, come parti civili, Codacons e Comune dell’ Aquila. Gli imputati sono assistiti dallo studio legale Galasso di Pescara. Ecco i legali abruzzesi di parte civile: Roberto Madama, Wania Della Vigna, Simona Giannangeli, Simona Fiorenza, Rita Aloia, Bernardino Marinucci, Piera Farina, Domenico de Nardis. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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