13 settembre 2017

A casa i bimbi senza vaccini Lorenzin: «Pochissimi casi»

 

Roma Ieri mattina, all’ asilo di via Aretusa, periferia est di Roma, la preside Donatella Gentilini temeva di dover chiamare le forze dell’ ordine: un terzo dei bambini iscritti era senza l’ autocertificazione dei vaccini e lei, per legge, non poteva farli entrare in classe. «Invece alla fine – dice sollevata – ho dovuto rimandare a casa solo una decina di bimbi, ma solo perché i genitori hanno portato in ritardo il documento, mercoledì cominceranno regolarmente l’ anno scolastico». Alla scuola Mandela (zona Aurelia) mancano appena 11 autocertificazioni, ma il primo giorno sarà solo domani e i genitori senza documento potranno entrare lo stesso con i figli e firmare l’ autocertificazione. Per chi vorrà poi, potrà essere aiutato dagli assistenti scolastici a prendere appuntamento alla Asl per le vaccinazioni. A Milano, invece, alla materna di via Goldoni ieri mattina i carabinieri sono arrivati: li hanno chiamati i genitori di una bimba di tre anni rimasta fuori dalla scuola perché non vaccinata. Nonostante l’ arrivo dei militari, la piccola è dovuta tornare a casa: i suoi genitori si sono dichiarati obiettori, «non firmeremo mai l’ autocertificazione» e ricorreranno al Tar. È finita con un esposto dai carabinieri anche la vicenda di un piccolo di Sesto San Giovanni (Milano) rimandato a casa dall’ asilo perché non vaccinato. Nel capoluogo lombardo il divieto di ingresso a scuola ha riguardato 19 bambini su 33mila iscritti al nido. Per il sindaco Giuseppe Sala, «è andata meglio di quanto potessimo immaginare, bisogna essere flessibili ma le leggi vanno rispettate». Nessuna flessibilità invece a Latisana (Udine) dove una bimba in attesa di vaccinazione non è stata accettata perché senza autocertificazione. La mamma si rifiutava di firmarla ma aveva prenotato l’ appuntamento alla Asl. La piccola è stata accolta dopo la diffida del legale. Respinti anche 10 bimbi a Padova. Ma «sono solo singoli casi», sottolinea la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, «le procedure sono state chiarite». E la ministra dell’ Istruzione Valeria Fedeli: «Vogliamo convincere, non respingere». Invece la sindaca di Roma Virginia Raggi, in una lettera alle due ministre, parla di «rischio caos» e di una «norma confusa» con «discriminazioni tra cittadini di serie A e serie B» e chiede «indicazioni dettagliate per poter rispondere alle preoccupazioni delle famiglie». In serata le ministre rispondono che «gli uffici legislativi sono a disposizione per chiarire ogni dubbio» e sottolineano l’«apprezzamento» per la volontà del Campidoglio di «allinearsi alle indicazioni operative». Ma di caos parla anche il Codacons e il Piemonte ha chiesto un incontro congiunto conferenza-Stato-Regioni. Per tirare il fiato bisognerà aspettare l’ apertura delle scuole nel resto d’ Italia. Domani rientrano in classe gli studenti di Campania, Calabria, Liguria, Sardegna, Sicilia. Venerdì toccherà a Lazio, Emilia, Toscana, Marche e Puglia.
claudia voltattorni