10 Gennaio 2019

Cartello sulle vendite auto maximulta da 678 milioni

da fca a renault e volkswagen: l’ antitrust sanziona le principali case che si erano accordate per praticare lo stesso tasso sui finanziamenti. mercedes graziata per aver denunciato il caso
torino L’ accusa è di aver messo in piedi un sistema per livellare i tassi di interesse a cui prestare i soldi per l’ acquisto delle automobili. Tutti allo stesso tasso per azzerare la concorrenza sui finanziamenti. Finiscono così nella rete dell’ Antitrust le principali case automobilistiche insieme alle loro banche create per gestire i finanziamenti all’ acquisto. L’ ente presieduto da Roberto Rustichelli ha comminato una maxi multa di 678 milioni, una delle più alte mai inflitte, a una decina di case costruttrici e alle loro filiali bancarie. Coinvolte anche le associazioni di categoria del credito al consumo Assofin e Assilea. L’ unica a salvarsi è stata la Mercedes italiana, premiata per essere stata la promotrice dell’ indagine con una richiesta di clemenza. Il periodo in cui sarebbe stata commessa l’ infrazione va dal 2003 al 2017. La violazione contestata è quella dell’ articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’ Unione europea che definisce « incompatibili con il mercato interno e vietati tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all’ interno del mercato interno » . Insomma sulle condizioni di finanziamento c’ era un cartello che avrebbe finito per danneggiare i consumatori. La sentenza di 114 pagine descrive nei particolari lo scambio di mail tra i costruttori e le loro finanziarie, tutti i passaggi che, secondo l’ accusa, dimostrerebbero l’ intesa per evitare che particolari condizioni favorevoli di una casa andassero a danno dele altre. Così venivano organizzate riunioni periodiche nelle sedi delle due associazioni coinvolte, la Assofin e la Assilea. Secondo la sentenza si era di fronte « a un’ intesa unica, complessa e continuata avente ad oggetto lo scambio di informazioni sensibili relative a quantità e prezzi, anche futuri». Tra le mail finisce agli atti quella inviata da uno dei costruttori agli altri il 18 maggio 2004: «Chiedo la cortesia di potermi informare relativamente alla tipologia e alle condizioni ( costi, margini, contributi…) dei servizi offerti » . Analogamente, si legge ancora nella sentenza, si concordavano i prezzi in un’ email del 28 giugno 2004, il cui significativo oggetto « Tassi » chiarisce di per sé l’ oggetto della discussione: « Scrivo per chiedere la cortesia di comunicarmi i tassi standard ( i più alti e i più bassi) da voi applicati. Relativamente ai servizi disponibili, chiedo gentilmente di indicarmi il prezzo del servizio al cliente finale e il suo modello di calcolo » . Scambi di messaggi che sembrano inequivoci. A dimostrazione di quella che l’ Antitrust definisce «un pervasivo scambio di informazioni sensibili nella fornitura di prodotti finanziari funzionali alla vendita di automobili». L’ indagine riferita al periodo 2003-2017 Il Lingotto annuncia ricorso, class action del Codacons A far scattare l’ inchiesta il pentimento della Mercedes che nel 2017, punita dalla Commissione europea per un comportamento analogo nel settore dei camion, ha deciso di consegnare al’ Antitrust italiana un pacco di 145 documenti comprese le mail in cui i responsabili della casa tedesca, dopo anni di incontri per stabilire i prezzi, scrivono agli altri costruttori: «Sconsiglio la partecipazione a incontri simili perché non siamo autorizzati a scambiare dati previsionali». L’ atteggiametno collaborativo ha garantito la totale immunità alla Mercedes che altrimenti avrebbe dovuto pagare una multa da 61 milioni di euro. Puniti severamente invece altri costruttori: dai 179 milioni di Fca ( cui la multa è stata aumentata del 10 per cento perché, svolgendosi i fatti in Italia, avrebbe ricoperto un ruolo organizzativo del cartello, fino ad ospitare nelle sue sedi alcune riunioni) ai 163 milioni di Volkswagen e ai 125 di Renault. Ora i costruttori hanno 90 giorni di tempo per presentare ricorso contro la maxi multa al Tar del Lazio. Certamente lo farà Fca che ieri sera ha respinto in un comunicato le accuse: « Nel pieno rispetto dell’ operato dell’ Autorità – si legge nel documento – Fca Bank è convinta che gli addebiti mossi nella decisione siano infondati e presenterà ricorso avverso il provvedimento dinanzi alla competente autorità giudiziaria». Si muoveranno anche le associazioni dei consumatori. Adiconsum ha detto che promuoverà «un’ azione collettiva risarcitoria per compensare » quelli che ha definito « i contratti gonfiati conclusi dai clienti in concessionaria per l’ acquisto dell’ auto » . Anche il Codacons annuncia la class action e si spinge a chiedere « la contestazione di truffa aggravata » nei confronti dei costruttori e delle finanziarie per gli effetti che il cartello avrebbe potuto avere sul rialzo delle tariffe ». Il Codacons ha anche annunciato che denuncerà tutti i soggetti multati dall’ Antitrust « di fronte a tutte le 104 procure della Penisola». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
paolo griseri

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