9 Marzo 2014

Cartello Roche-Novartis: s’ indaga per disastro

Cartello Roche-Novartis: s’ indaga per disastro

L’ Avastin, nato nel 2004, è stato a poco a poco estromesso dal grande giro a favore del Lucentis, molto più costoso. Poi nel 2012 l’ atto finale: l’ esclusione dalla lista dei farmaci rimborsabili. …È una verae propria associazione per delinquere, con i suoi capi e i suoi tirapiedi, ad avere architettato lo scandalo Avastin. Questa l’ ipotesi formulata dalla procura di Torino nell’ inchiesta sul boicottaggio del farmaco salvavista. Poi c’ è il disastro doloso, un reato punito con il carcere fino ai dodici anni, perchè complotti e maneggi potrebbero aver messo a repentaglio la salute di un numero incalcolabile di pazienti in tutta Italia; quindi la truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale e l’ aggiotaggio, vale adire il «rialzo oribasso fraudolento di prezzi». Dice questo il fascicolo aperto dal pm Raffaele Guariniello, nel capoluogo piemontese, sul presunto cartello fra Roche e Novartis. Ieri ci sono state le prime iscrizioni nel registro degli indagati ed è assai probabile che gli accertamenti puntino direttamente contro il cuore e il vertice dei colossi della farmaceutica mondiale già sanzionate dall’ Antitrust. Esiste anche un’ ipotesi di corruzione, per adesso senza indagati, frutto di un esposto presentato il 30 dicembre dalla Soi (Società oftalmologica italiana) dove si afferma che le sue società non hanno potuto agire liberamente senza qualche complicità all’ interno dell’ Aifa e dell’ Ema (European medicines agency). Il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, oggi ha comunque ribadito che il progetto di riorganizzazione dell’ Aifa non ha niente a che fare con la vicenda. L’ Avastin, nato nel 2004 e brevettato da Genentech, controllata di Roche e quindi anch’ essa sotto la lente di ingrandimento degli investigatori, è stato a poco a poco estromesso dal grande giro a favore del Lucentis (brevettato ancora dalla Genentech ma sviluppato insieme a Novartis), molto più costoso, che l’ Aifa ha inserito il 4 dicembre 2008 nella famiglia dei medicinali coperti dal Servizio sanitario nazionale. Con un grave disagio per le casse dello Stato. Gli oftalmologi della Soi stimano che il presunto accordo Roche-Novartis («anche per il tramite di Genentech e delle proprie filiali italiane Roche Italia e Novartis Farma») per imporre l’ esclusiva del Lucentis ha provocato al Servizio sanitario nazionale una maggiorazione di costi di 400 milioni all’ anno. Per Avastin (che otteneva un «enorme successo» nella cura della Dms, la degenerazione maculare senile, ma doveva essere utilizzato off-label, vale a dire al di fuori dello stretto limite delle indicazioni terapeutiche) il colpo di grazia è arrivato il 18 ottobre 2012, quando l’ Aifa lo ha escluso dallalista dei farmaci rimborsabili. Il pm Guariniello ha affidato due consulenze tecniche, una su questioni legate alla tutela della salute pubblica e l’ altra sugli aspetti economici della faccenda. A questo scopo ha acquisito una mole di carte da varie Regioni italiane. Alcune amministrazioni, rendendosi conto degli enormi aumenti della spesa, nel corso degli anni non erano rimaste inerti. Veneto ed Emilia Romagna, in particolare, avevano continuato a garantire la disponibilità diAvastin.Il Tar emiliano ha sollevato una questione di legittimità costituzionale lamentando che le Regioni non hanno potere di iniziativa per quel che riguarda l’ uso off-label dei farmaci, quello veneto ha sollecitato l’ intervento della Corte dei Conti. Il Codacons chiede che l’ Aifa sospenda tutte le autorizzazioni dei farmaci delle due aziende.

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