29 Aprile 2013

“Cartello dei petrolieri”, Codacons sulle barricate: “Sequestrare i contratti”. “C’è il rischio inquinamento prove”

“Cartello dei petrolieri”, Codacons sulle barricate: “Sequestrare i contratti”. “C’è il rischio inquinamento prove”

Da IlGiorno.com

Varese, 29 aprile 2013 – ”La potenza dei sospettati rei potrebbe facilmente inficiare la documentazione in oggetto e/o inquinare le prove”. A scriverlo è il Codacons, che torna all’attacco delle sette compagnie petrolifere oggetto dell’inchiesta della Procura di Varese su presunte irregolarità nella formazione del prezzo della benzina e chiede al Tribunale del Riesame della città lombarda di sequestrare una serie di documenti che il gip ha ritenuto di non poter porre sotto sequestro, dichiarandosi incompetente dal punto di vista territoriale, pur avendo individuato ipotesi di reato. Oggi, rappresentata dall’avvocato Marco Colombo, l’associazione di consumatori ha discusso il suo ricorso davanti ai giudici del Riesame varesini chiedendo il sequestro, tra le altre cose, ”dei contratti stipulati fra società petrolifere e gestori degli impianti di distribuzione” e ”dei contratti tra le compagnie petrolifere e le aziende che operano nel processo industriale e sui prezzi da loro praticati alle società committenti”.
Documenti che il gip non ha sequestrato perché, a suo avviso, i presunti illeciti ”non possono che ricondursi, coinvolgendo scelte aziendali di ordine generale, agli organi rappresentativi e decisionali di primo livello delle società petrolifere coinvolte, che agiscono nelle rispettive sedi legali; negli stessi luoghi si realizzano i profitti delle attività illecite”: e due delle società (Shell Italia SpA e Tamoil Italia SpA) hanno sede legale a Milano e cinque a Roma (Eni spa, Esso Italia spa, Totalerg spa, Kuwait Petroleum Italia spa, Api spa).
Il procuratore di Varese, Maurizio Grigo e il pm Massimo Politi, su ordine del giudice, hanno trasmesso gli atti alle Procure di Milano e Roma, indicate competenti dal giudice, ma il Codacons ritiene che si potessero sequestrare i documenti a fini probatori e poi, eventualmente, porsi il problema della competenza territoriale. I giudici del Riesame decideranno nei prossimi giorni sull’istanza dei consumatori. L’associazione ha proposto una class action, che potrebbe interessare 34 milioni di automobilisti.

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