27 Dicembre 2014

Cartellini ribassati, sms ai clienti E i negozi anticipano le svendite

Cartellini ribassati, sms ai clienti E i negozi anticipano le svendite

 

fuga in avanti, pochi rispetteranno la data prefissata del 3 gennaio confcommercio: «dobbiamo lavorare agli incassi per tutto l’ anno»VENEZIA Prima hanno fatto il diavolo a quattro per convincere la Conferenza delle Regioni ad anticipare l’ avvio dei saldi invernali dal 5 al 3 gennaio prossimo, «per non perdere il weekend e per andare incontro alle aspettative di molti operatori in questo momento di difficoltà». E adesso che sono stati accontentati i commercianti non hanno nessuna intenzione di rispettare lo «start» ufficiale. In Veneto è già un tripudio di sconti. Più o meno mascherati. Molti negozi hanno già i cartellini ribassati in vetrina e sui prodotti all’ interno, altri stanno mandando mail ed sms alla clientela abituale per invitarla alla «preview» delle svendite, a «saldi riservati» o a «vantaggi esclusivi» (come «Penny Black») e poi ci sono le grandi catene che utilizzano il metodo delle fidelity card. Da Coin, per esempio, già qualche giorno prima di Natale sono spuntati i «bollini» bianco, oro e argento, che rappresentano ribassi rispettivamente del 30%, 40% e 50% riservati ai possessori di Coincard. Da oggi la «Rinascente» riserva ai propri «iscritti» «il piacere di arrivare prima degli altri», con sconti fino al 50% segnalati sempre da bollini. Non è da meno «Pittarosso», che concede agli affezionati un taglio dei prezzi fino al 40%, stessa percentuale praticata sui giocattoli dai «Disney store». Sono solo alcuni esempi. «Ormai gli sconti ci sono tutto l’ anno, almeno del 20% – spiega Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Veneto – e quindi i saldi non sono più convenienti come un tempo, quando rappresentavano l’ unica occasione per acquistare articoli non più a prezzo pieno. Oggi non si devono aspettare le svendite, a gennaio e a luglio, per concludere affari, però è anche vero che in queste occasioni i ribassi sono maggiori. Del resto i negozi hanno bisogno di incassare dodici mesi su dodici». E allo stesso tempo una regione giunta a un tasso di disoccupazione del 7,3% (dati Istat) non può non accogliere a braccia aperte la politica del: «è sempre sconto». Tanto è vero che per la prima volta anche le associazioni dei consumatori, da sempre scettiche in merito ai «ribassi non regolarizzati», scendono al compromesso. Il Codacons aveva chiesto ai commercianti di praticare il «Black Friday» fino a fine dicembre. «Le previsioni sui consumi nel periodo delle feste non sono buone – spiegano dall’ associazione -. Prosegue la tendenza delle famiglie a contrarre gli acquisti per beni e servizi classici del periodo, cioè regali, addobbi, viaggi, ristorazione, cibo. Si preannuncia un calo delle vendite del -5% rispetto al 2013 e allora per aiutare i piccoli negozi, sempre più in difficoltà, e permettere alle famiglie di fare qualche spesa in più proponiamo di istituire anche in Veneto il Black Friday continuativo, già adottato con successo in America. Si tratta del venerdì di sconti straordinari come forma di incentivo ai consumi». Ma tutta ‘sta miriade di occasioni, sparpagliate pure sugli scaffali dei supermercati, in profumeria, nei mercati (che a Natale sono andati molto bene, sottolinea Confesercenti), nei negozi di animali, su Internet e perfino in farmacia (una serie di prodotti da banco sono in promozione a rotazione), serve? La gente ne approfitta, compra? Secondo Unioncamere non molto: nel terzo trimestre 2014, sulla base dell’ indagine «VenetoCongiuntura» condotta su un campione di 1.154 imprese della nostra regione con almeno tre addetti, le vendite al dettaglio hanno registrato un’ ulteriore flessione del -2,1% rispetto allo stesso periodo del 2013. «L’ inchiesta non fa che certificare quanto è sotto gli occhi di tutti – commenta Fernando Zilio, presidente di Unioncamere Veneto – i negozi tradizionali scompaiono, nei primi dieci mesi dell’ anno si sono registrate 3.032 chiusure, 11 al giorno compresi sabato e domenica, le grandi strutture arrancano e l’ occupazione è in calo. L’ insicurezza nel futuro si scarica pesantemente sui consumi».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this